Autismo: comprendere meglio una condizione complessa

L’autismo è una condizione neurologica del neurosviluppo che accompagna la persona per tutta la vita.

Non si tratta di una malattia da curare, ma di una diversa modalità di percepire, pensare, comunicare e interagire con il mondo. Negli ultimi anni, la comprensione dell’autismo è notevolmente evoluta, portando a una maggiore consapevolezza e inclusione.

Che cos’è lo Spettro Autistico?

Il termine corretto oggi è Disturbo dello Spettro Autistico (ASD), perché le manifestazioni dell’autismo possono variare enormemente da persona a persona. Alcune persone possono avere una vita molto autonoma, altre possono aver bisogno di un supporto continuo. Per questo si parla di “spettro”: un insieme di condizioni con caratteristiche comuni ma livelli di intensità differenti.

 

Da qualche anno dunque si parla di DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO, non di solo autismo, 

Ci sono:

  • bambini/ragazzi autistici verbali,
  • bambini/ragazzi non verbali,
  • bambini/ragazzi vocali ma non verbali,
  • bambini/ragazzi che non hanno il minimo problema relazionale,
  • bambini/ragazzi che devono sviluppare le loro social skills
  • bambini/ragazzi con IPERsensibilita’
  • bambini/ragazzi con IPOsensibilita’ (per ciascuno dei 5 sensi)
  • bambini/ragazzi con stereotipie
  • bambini/ragazzi che non ne hanno
  • bambini/ragazzi con il QI superiore alla norma
  • bambini/ragazzicon un QI inferiore alla norma
  • ecc….

I tre livelli di supporto

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) classifica l’autismo in tre livelli di supporto, in base al grado di aiuto di cui la persona ha bisogno nella vita quotidiana:

  • Livello 1 – Richiede supporto: difficoltà nella comunicazione sociale e una certa rigidità comportamentale, ma la persona può spesso vivere in modo abbastanza autonomo.
  • Livello 2 – Richiede supporto significativo: difficoltà più marcate nell’interazione sociale e nella flessibilità dei comportamenti. La persona necessita di assistenza regolare.
  • Livello 3 – Richiede supporto molto significativo: forti difficoltà nella comunicazione, nei comportamenti e nella gestione dell’ambiente. Serve un supporto costante e intensivo.

È importante ricordare che questi livelli non sono fissi o statici: possono cambiare nel tempo con il giusto supporto educativo, terapeutico e sociale.


L’autismo non è una malattia

Uno dei concetti più importanti da chiarire è che l’autismo non è una malattia, quindi non si cura: è una condizione neurologica, una variante naturale dello sviluppo umano.

Parlare di “guarigione” in questo contesto è sbagliato. Il focus deve essere sul supporto, sulla comprensione e sull’inclusione.

Le persone autistiche non devono essere cambiate, ma comprese. Hanno bisogno di ambienti che rispettino le loro caratteristiche sensoriali, comunicative ed emotive, e che valorizzino le loro potenzialità.

Il movimento per la neurodiversità promuove proprio questo approccio: riconoscere che ci sono tanti modi diversi – e tutti validi – di essere umani.


Parlare di autismo in modo informato e rispettoso è fondamentale per creare una società più giusta e accogliente.

Capire l’autismo significa anche imparare a vedere il mondo con occhi nuovi.


I contenuti di questo articolo sono presentati in modo  generale e  semplice.
Per approfondimenti o informazioni specifiche, è consigliabile consultare siti specializzati o rivolgersi a professionisti del settore

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