Il 6 ottobre 2023, il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 8708-2023 , ha stabilito che l’analisi comportamentale applicata (ABA) rientra nei LEA previsti dal D.P.C.M. 12 gennaio 2017, articolo 60. Ciò significa che è una prestazione sanitaria-socioassistenziale obbligatoria e uniforme sul territorio nazionale.
In particolare, la sentenza ribalta la decisione del TAR marche che aveva negato la terapia ABA a un minore, motivando che la prestazione non rientrasse nei LEA, concedendo solo un rimborso parziale alle famiglie.
Cosa cambia: diritti e obblighi
- LEA = obbligo sanitario statale
La sentenza chiarisce che i LEA non sono rinviati alle singole regioni: se una prestazione è inclusa nei LEA, vale su tutto il territorio nazionale, anche se non recepita da leggi regionali (Il Caso, Anffas). - Prestazione minima garantita: 25 ore settimanali
Il Consiglio di Stato impone che l’intervento ABA sia erogato con una cadenza minima di 25 ore settimanali, coerentemente con le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). - Rimborso delle spese pregresso
Aperta la possibilità di richiedere rimborsi per terapie ABA sostenute da famiglie, quando opportunamente documentate e prescritte da specialisti
Perché è importante per le famiglie
- Le ASL non possono più rifiutare la terapia ABA basandosi su vincoli di budget o mancanza di copertura regionale.
- Se un figlio ha diritto all’ABA, la ASL deve garantirla, anche indirettamente o tramite rimborso.
- La sentenza rappresenta uno spartiacque: la terapia ABA non è opzionale, ma un diritto essenziale per i bambini con disturbo dello spettro autistico.
Oscillazioni tra normative e realtà locali
- Sebbene riconosciuta a livello statale, vi è una criticità nell’assenza della terapia ABA nel nomenclatore tariffario aggiornato del 2024, sollevata da ANGSA. Questo significa che, sul piano pratico, l’assistenza resta carente in alcune regioni, anche dopo la sentenza del Consiglio di Stato (Biodiritto, ufficiodisabili.comune.montesilvano.pe.it).
- Le regioni devono adeguare i propri piani terapeutici e procedure di accreditamento per garantire una formazione adeguata e una supervisione multidisciplinare dell’ABA (Quotidiano Sanità, coachfamiliare.it).
Azioni consigliate per i genitori
- Se l’ASL rifiuta l’ABA o limita le ore: far presente che la terapia è LEA e richiedere la prestazione completa.
- Documentare spese pregresse e verificare la possibilità di avviare un ricorso per rimborso.
- Richiedere un Piano Terapeutico Individualizzato (PTI) conforme alle linee guida e aggiornato periodicamente.