Griglia di valutazione esami di Maturità a.s. 2025/26

Allegato A griglia valutazione colloquio 2026

La griglia di valutazione dell’esame orale: come ottenere il massimo dei punti

La griglia di valutazione dell’esame orale rappresenta uno strumento fondamentale per comprendere come ottenere il punteggio più alto possibile. Essa permette di capire con precisione cosa viene realmente valutato e, di conseguenza, come prepararsi in modo efficace e mirato. 

Gli indicatori previsti sono quattro e ciascuno può raggiungere fino a cinque livelli di valutazione. Ciò significa che in ogni parametro è possibile ottenere fino a 5 punti, per un totale massimo di 20 punti, che rappresenta il punteggio più alto conseguibile all’orale. 

Il primo indicatore riguarda i contenuti.

Viene valutato il livello di conoscenze possedute, quindi quanto è stato effettivamente studiato. Tuttavia, è importante ricordare che le conoscenze rappresentano solo uno dei quattro parametri presi in considerazione.

Il secondo indicatore riguarda la capacità di collegare e rielaborare le conoscenze

Non conta solo sapere le informazioni, ma anche saperle mettere in relazione tra loro, creare collegamenti e utilizzare correttamente il linguaggio tecnico. Più il linguaggio risulta preciso e consapevole, maggiore sarà il punteggio. 

Il terzo indicatore riguarda la capacità di argomentare

È utile prendersi qualche secondo prima di rispondere per organizzare le idee e costruire frasi chiare e ben strutturate, scegliendo con attenzione le parole più adatte.

Il quarto indicatore riguarda la maturità raggiunta

Non si riferisce esclusivamente alla prestazione del giorno dell’esame, ma all’intero percorso scolastico e al livello di maturità e autonomia dimostrato dallo studente. 

Le ore di sostegno non si condividono

“Mettiamo un docente di sostegno su due alunni così copriamo entrambi con le stesse ore”.


È una frase che, ancora oggi, si sente pronunciare con una certa frequenza nelle scuole. Tuttavia, si tratta di un’impostazione che non trova riscontro né nella normativa né nei principi che regolano l’inclusione scolastica.

Se a due alunni vengono assegnate 9 ore di sostegno ciascuno e successivamente viene inviato un solo docente per un totale di 9 ore complessive, non si tratta di un’organizzazione efficiente delle risorse: si tratta, di fatto, di una riduzione delle ore di sostegno.

Il punto può sembrare banale, ma è fondamentale: 9 + 9 fa 18.

Le ore di sostegno sono dell’alunno, non della classe

Uno degli equivoci più diffusi riguarda il ruolo dell’insegnante di sostegno. È corretto affermare che il docente di sostegno è contitolare della classe, ma ciò non significa che le ore assegnate possano essere considerate “ore della classe”.

Le ore di sostegno sono assegnate allo studente con disabilità sulla base dei suoi bisogni educativi e formativi, definiti nel percorso di inclusione e formalizzati nei documenti ufficiali. Non si tratta quindi di ore che possono essere sommate, redistribuite o “ottimizzate” tra più alunni solo perché si trovano nella stessa aula.

Normativa di riferimento: Linee Guida allegate al DL 153/23 che ha corretto il DL 182/20 (decreto attuativo del DL 66/17) pag. 56:

«Le ore di sostegno sono assegnate alla classe, ma per sviluppare un progetto educativo personalizzato; non devono intendersi come risorse aggiuntive che rientrano nella libera disponibilità della scuola, da utilizzare per qualsiasi attività di supporto destinata ad altri alunni e ad altre alunne della classe o della scuola. Certamente la presenza del sostegno didattico in una classe può favorire l’attivazione di una didattica più aperta e flessibile da cui può trarre vantaggio tutta la classe, il team docenti e il consiglio di classe, ma deve essere sempre chiaro che questi interventi sono rivolti prioritariamente all’alunno o all’alunna con disabilità.»

Quando si condividono le ore, a perdere sono gli studenti 

La tendenza a dare le ore tra più alunni perché “tanto sono nella stessa aula” non rappresenta una soluzione organizzativa, ma piuttosto un tentativo di compensare la carenza di risorse.

In questi casi, il rischio concreto è quello di sacrificare il diritto allo studio di entrambi gli studenti ma soprattutto di quello più fragile.

Comprendere questo principio a livello teorico è relativamente semplice. Farlo rispettare nella pratica, soprattutto durante le riunioni del GLO e nei momenti di confronto con l’istituzione scolastica, è spesso molto più complesso.

Proprio per questo è fondamentale ribadire con chiarezza che le ore di sostegno non sono un monte ore generico da distribuire, ma un diritto individuale legato ai bisogni specifici di ogni studente.


Maturità 2026 grande cambiamento il diploma sarà digitale

Con il Decreto Ministeriale n. 3 del 9 gennaio 2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito introduce un’importante novità per il sistema scolastico italiano: il Diploma Digitale.

Decreto Ministeriale n. 3 del 9 gennaio 2026
All. A – Modello diploma 2025-2026

 

Si tratta di un cambiamento significativo che punta a rendere più rapido, moderno ed efficiente il rilascio del titolo di studio conclusivo della scuola secondaria di secondo grado.

Fino ad oggi, infatti, gli studenti diplomati dovevano attendere anche un anno e mezzo o due prima di poter ritirare la pergamena ufficiale presso la segreteria della propria scuola. Nel frattempo, venivano utilizzati certificati provvisori per iscriversi all’università o partecipare a concorsi pubblici. Questa procedura, spesso lunga e poco pratica, comportava disagi sia per gli studenti sia per le istituzioni.

Con il nuovo decreto, invece, il diploma diventa un documento immediatamente disponibile al termine dell’esame di Stato.

Non sarà più necessario attendere lunghi tempi burocratici: il titolo sarà rilasciato in forma ufficiale e con piena validità legale fin da subito. Ciò significa che potrà essere utilizzato immediatamente per l’iscrizione all’università, per partecipare a concorsi pubblici o per l’inserimento nel mondo del lavoro.

L’obiettivo principale della riforma è semplificare le procedure e ridurre i tempi di attesa, migliorando l’efficienza del sistema scolastico e offrendo un servizio più moderno agli studenti. Inoltre, la digitalizzazione dei documenti rappresenta un passo importante verso una scuola più innovativa e in linea con le esigenze attuali.

Il pacchetto del diploma digitale 2026 non è più solo un documento singolo, ma un insieme di materiali collegati tra loro. In pratica il diploma diventa la “copertina” di un dossier digitale completo dello studente
1) Il diploma digitale vero e proprio

È il documento ufficiale con pieno valore legale che viene rilasciato subito dopo l’esame di Stato.
Contiene soprattutto:

  • i dati dello studente
  • l’indirizzo di studi (liceo, tecnico o professionale)
  • il voto finale
  • l’anno scolastico e la scuola frequentata

Quindi la parte “giuridica” del titolo resta la stessa, ma è disponibile immediatamente online.

2) Il Curriculum dello studente aggiornato

È uno dei pezzi principali del pacchetto digitale.
Nel curriculum vengono inserite informazioni come:

  • attività scolastiche svolte
  • certificazioni linguistiche o informatiche
  • esperienze extrascolastiche (sport, volontariato, lavoro, progetti)
  • risultati delle prove INVALSI (in una sezione dedicata)

In pratica diventa una sorta di “carta d’identità formativa” dello studente.

3) Il Supplemento Europass

È un allegato molto importante soprattutto per l’università e per l’estero.
Serve a spiegare il diploma italiano in modo chiaro a chi non conosce il sistema scolastico italiano.

Contiene ad esempio:

  • il tipo di percorso di studi
  • le competenze principali dell’indirizzo
  • il livello nel sistema europeo delle qualifiche (EQF)

Non è una pagella, ma un documento che “traduce” il diploma in formato europeo.

4) Collegamento all’E-Portfolio (Piattaforma Unica)

Il diploma digitale non resta isolato: è collegato alla piattaforma dove è salvato tutto il percorso scolastico.

Questo significa che insieme al diploma si può accedere anche a:

  • attività svolte negli ultimi anni
  • progetti scolastici
  • competenze sviluppate durante il percorso

Informativa per i genitori degli studenti con BES: consenso alla trasmissione dei dati

Ai genitori degli studenti con BES (Bisogni Educativi Speciali), generalmente durante il primo anno del ciclo scolastico, viene sottoposto un documento attraverso il quale è richiesto di esprimere il proprio consenso alla trasmissione dei dati personali e sanitari del proprio figlio.

Tuttavia, nella pratica, non sempre viene fornita una spiegazione chiara e dettagliata delle finalità di tale richiesta. Questo può generare dubbi o incertezze, soprattutto considerando la delicatezza delle informazioni coinvolte.

La documentazione si presenta solitamente sotto forma di più fogli, spesso articolati e con un linguaggio tecnico o amministrativo. È quindi fondamentale leggerli con attenzione in ogni loro parte. In particolare, occorre prestare grande attenzione alle sezioni che richiedono una scelta esplicita, generalmente indicate con caselle da selezionare (flag).

Queste parti rappresentano il cuore del documento, poiché consentono ai genitori di autorizzare o negare specifici trattamenti dei dati, come ad esempio la condivisione con altri enti, specialisti o istituzioni coinvolte nel percorso educativo dello studente.

Di seguito si propone un facsimile, utile per fornire un’idea generale di come tali documenti possano presentarsi. È importante ricordare, tuttavia, che ogni istituzione scolastica può adottare modelli differenti, sia nella forma che nei contenuti.

 

Quindi a cosa serve questo documento?

Servirà per quando lo studente cambierà ciclo o scuola, sarà il  passaggio di tutta la documentazione da una scuola all’altra, questo per fare in modo che la scuola che seguirà sappia tutto ciò che è stato fatto nella scuola precedente e perchè.

Con questo documento la famiglia ha la possibilità di decidere se autorizzare o meno la trasmissione automatica dei documenti riservati relativi alla disabilità (come certificazioni di DSA o di altro tipo , PDP , profilo di funzionamento, diagnosi funzionale PEI e altra documentazione correlata).

Nel caso in cui la famiglia scelga di non autorizzare tale trasmissione (“Non autorizziamo”), sarà sua cura fornire autonomamente al nuovo istituto tutta la documentazione necessaria.

Parallelamente, la scuola di provenienza provvederà a “storicizzare” i documenti in suo possesso, ossia ad archiviarli secondo modalità che ne impediscano la consultazione da parte di soggetti non autorizzati.

Qualora la famiglia abbia inizialmente autorizzato la trasmissione dei dati, mantiene comunque la facoltà di modificare tale decisione nel corso degli anni. Ad esempio, ciò può avvenire nel caso in cui lo studente abbia compiuto significativi progressi e non necessiti più del supporto dell’insegnante di sostegno, pur in presenza di documentazione sanitaria ancora valida.

In tali circostanze, è necessario che la famiglia comunichi alla scuola, con un adeguato anticipo, la volontà di non procedere alla trasmissione dei dati personali al nuovo istituto scolastico.

 

Può una cooperativa in caso di mancanza della figura educativa non provvedere alla sostituzione?

Sempre più spesso accade che, quando un educatore è assente, la cooperativa responsabile del servizio non provveda a inviare un sostituto.

Questa mancanza crea un vuoto assistenziale significativo, soprattutto per gli studenti che necessitano di supporto continuo per partecipare pienamente alla vita scolastica.

Di fronte a queste situazioni, la scuola si trova costretta ad adottare soluzioni alternative, che però non sempre risultano adeguate.

Le opzioni principali sono due:

  1. cercare di sopperire con le risorse interne, redistribuendo il personale disponibile;
  2. chiedere alla famiglia di modificare l’orario di frequenza dello studente, facendolo entrare più tardi o uscire prima nelle ore non coperte dall’educatore.

Entrambe le soluzioni, pur essendo spesso inevitabili, rischiano di compromettere il diritto allo studio e alla piena inclusione.

È importante ricordare che il servizio educativo è gestito dalla cooperativa sulla base di una convenzione stipulata con il Comune.

Proprio in questo documento dovrebbero essere chiaramente definiti gli obblighi della cooperativa, inclusi quelli relativi alla sostituzione del personale assente.

La mancata copertura delle ore previste potrebbe quindi configurare una carenza nel rispetto degli impegni contrattuali.

Per garantire un reale diritto all’inclusione, è fondamentale che tutti gli attori coinvolti — scuole, cooperative e amministrazioni locali — operino in modo coordinato e responsabile, assicurando continuità e qualità nel servizio educativo.

Solo così sarà possibile tutelare concretamente gli studenti più fragili e le loro famiglie.

 

 

Sito di Supporto allo studio per tutti gli studenti in modo particolare Bambini e Ragazzi con BES