Ogni bambino ha diritto a un’educazione che valorizzi le sue capacità e rispetti i suoi bisogni.
Questo principio è ancora più importante quando si parla di alunni con disabilità: la scuola ha il compito fondamentale di garantire loro un ambiente inclusivo, supportivo e adeguato alle loro caratteristiche individuali.
I bambini che possono aver bisogno del supporto di un insegnante di sostegno rientrano in diverse categorie:
1. Disabilità intellettive
- Ritardo cognitivo lieve, medio o grave
- Sindrome di Down
- Disturbi dello sviluppo neurologico
- Altro
2. Disturbi dello spettro autistico (ASD)
- con livello di supporto 1
- con livello di supporto 2
- con livello di supporto 3
3. Disabilità fisiche o sensoriali
- Disabilità motorie
- Cecità o ipovisione
- Sordità o ipoacusia
- Altro
4. Alunni che hanno più disturbi
Alunni che hanno disturbi plurimi che, presi singolarmente non darebbero il sostegno ma insieme necessitano di un supporto personalizzato:
- DSA + ADHD
- DSA + ADHD + DOP
- DSA + disturbi emotivi
- Altro
Cosa deve fare la scuola?
1. Attivazione dell’insegnante di sostegno
La scuola in presenza di uuna documentazione sanitaria adeguata e di un verbale INPS, deve richiedere un insegnante di sostegno per garantire il diritto allo studio e l’inclusione. Questo docente lavora in sinergia con gli insegnanti curricolari, la famiglia e gli specialisti.
2. Stesura di un piano educativo personalizzato
Tutti gli insegnanti (non solo quello di sostegno) + la famiglia + lo specialista redigono:
- il PEI (Piano Educativo Individualizzato): per gli alunni con disabilità certificata secondo la legge 104/92.
Il ruolo dell’insegnante di sostegno
L’insegnante di sostegno non è “solo” per il bambino con disabilità, ma è una figura chiave per tutta la classe, poiché promuove un clima inclusivo e accogliente.
Tuttavia le linee guida allegate al DL 153/23 a pag. 56 dicono:
«La richiesta deve necessariamente fare riferimento, in modo esclusivo, alle esigenze dell’alunno/a con disabilità titolare del PEI.
Le ore di sostegno sono assegnate alla classe, ma per sviluppare un progetto educativo personalizzato; non devono intendersi come risorse aggiuntive che rientrano nella libera disponibilità della scuola, da utilizzare per qualsiasi attività di supporto destinata ad altri alunni e ad altre alunne della classe o della scuola.
Certamente la presenza del sostegno didattico in una classe può favorire l’attivazione di una didattica più aperta e flessibile da cui può trarre vantaggio tutta la classe, il team docenti e il consiglio di classe, ma deve essere sempre chiaro che questi interventi sono rivolti prioritariamente all’alunno o all’alunna con disabilità.»
Le sue funzioni principali sono:
- Adattare i contenuti e le modalità di insegnamento
- Facilitare la comunicazione e le relazioni tra il bambino e i compagni
- Collaborare con il team docente e con la famiglia
- Promuovere l’autonomia e le potenzialità dell’alunno
È importante sottolineare che lo studente con disabilità è alunno di tutti i docenti, non solo dell’insegnante di sostegno. Quest’ultimo non può essere considerato un “tuttologo”, soprattutto nelle discipline più tecniche tipiche della scuola superiore. Tutti i docenti sono chiamati a collaborare per garantire allo studente percorsi di apprendimento personalizzati e per valorizzare al meglio le sue potenzialità.
La scuola inclusiva è una scuola che riconosce la diversità come un valore. Per realizzare questo obiettivo, è fondamentale il lavoro in rete tra insegnanti, famiglie, specialisti e istituzioni.
Didattica Inclusiva: Come Deve Essere la Scuola per Studenti con Legge 104
