Comportamenti normali per una persona con Autismo

Molti comportamenti visti da una persona neurotipica, vengono percepiti come “strani” o “problematici”, per una persona autistica sono semplicemente modalità naturali di funzionamento e di autoregolazione.

Il problema non è il comportamento in sé, ma lo sguardo di chi lo osserva senza comprenderne il significato.
Quali possono essere questi comportamenti “strani”?
  • Stereotipie: non sono “movimenti inutili” ma strategie regolatorie. Che si tratti di dondolarsi, muovere le mani, far rimbalzare una penna o manipolare un oggetto, questi gesti aiutano a modulare l’attenzione, scaricare tensione o mantenere un equilibrio sensoriale in situazioni potenzialmente sovraccaricanti.
  • Isolamento temporaneo: come il ritirarsi da una classe affollata o scegliere di passare la ricreazione in un angolo tranquillo, non è segno di disinteresse sociale. È una forma di protezione e recupero delle energie, necessaria per prevenire il burnout e gestire l’impatto del sovraccarico sensoriale e cognitivo.
  • Apprendimento: molte persone autistiche apprendono in modo cinetico, cioè attraverso il movimento e l’esperienza diretta. Imparare facendo, toccando, sperimentando, è per loro più efficace di ascoltare passivamente o seguire spiegazioni puramente verbali. L’apprendimento bottom-up — partire dai dettagli per costruire la visione d’insieme — può rendere difficili attività scolastiche come temi e riassunti, che richiedono di sintetizzare partendo da un’idea generale. Non è mancanza di intelligenza o impegno: è semplicemente un diverso approccio cognitivo.
  • Sensibilità sensoriale: rumori che per altri sono appena percettibili possono essere percepiti come assordanti, mentre luci intense possono risultare dolorose. Per questo, non è insolito vedere una persona autistica usare occhiali da sole anche in ambienti chiusi, o indossare cuffie antirumore per ridurre il carico uditivo. Sono strumenti di benessere, non barriere alla vita.

 

 

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