Il meltdown
Un meltdown è una reazione intensa e travolgente che si verifica quando una persona autistica sperimenta un sovraccarico emotivo, sensoriale o cognitivo. Non si tratta di un capriccio, né di un comportamento intenzionale: è una perdita temporanea di controllo che può manifestarsi attraverso pianto, urla, movimenti ripetitivi, fuga o, in alcuni casi anche in comportamenti etero aggressivi oppure autolesivi, questa situazione di grande sofferenza dura da alcuni minuti ad alcune ore al termine delle quali la persona è sfinita e ha un forte bisogno di recuperare le energie, va rispettato questo bisogno.
Lo shutdown
Lo shutdown invece è il comportamento opposto e anch’esso causato da un accumulo di stress o di stimoli sia sensoriali, sociali che emotivi, ma al posto di un’esplosione si ha uno spegnimento della persona durante un episodio sarà quindi una chiusura verso gli stimoli esterni che può manifestarsi nel ritiro sociale nel desiderio di stare da soli in un ambiente calmo, ma anche nella assenza o scarsità della comunicazione, durante questi episodi che possono durare da alcune ore fino ad alcuni giorni, la persona solitamente si sente molto affaticata è stanca e il recupero da questa condizione è più lento graduale rispetto al meltdown.
Come riconoscere un meltdown imminente
Prima che un meltdown si manifesti, è possibile osservare segnali premonitori, detti anche early signs, come:
- Aumento dell’agitazione o dell’ansia
- Iperattività o movimenti nervosi (es. dondolarsi, camminare avanti e indietro)
- Isolamento improvviso o rifiuto del contatto
- Coprirsi le orecchie o gli occhi
- Pianto o gesti di frustrazione
Riconoscere questi segnali permette di intervenire in anticipo, riducendo la possibilità che il disagio esploda.
Cosa fare durante un meltdown
Garantisci la sicurezza fisica: Togli oggetti potenzialmente pericolosi e assicurati che il bambino non si faccia male.- Riduci al minimo gli stimoli: Luci soffuse, silenzio, assenza di folla o rumori forti possono aiutare. Se possibile, porta il bambino in un ambiente tranquillo.
- Mantieni la calma: Il tuo atteggiamento influenza il suo stato emotivo. Parla poco o niente: la tua presenza silenziosa e rassicurante è spesso più utile delle parole.
- Non punire, non insistere con domande o spiegazioni
Cosa fare dopo un meltdown
Dopo un meltdown, il bambino può sentirsi stanco, svuotato, frustrato o in colpa. In quel momento ha bisogno di riposo e conforto, non di analisi o rimproveri.
- Offri conforto: Un abbraccio solo se gradito, oppure la semplice vicinanza fisica. Alcuni bambini preferiscono stare soli per recuperare.
- Eita di rivivere l’evento subito: Le spiegazioni possono venire più tardi, quando il bambino è di nuovo sereno.
- Osserva e prendi nota: Comprendere cosa ha scatenato il meltdown (i trigger) è fondamentale. Potrebbe trattarsi di rumori, cambiamenti di routine, richieste troppo complesse o stimoli sensoriali intensi.
Come prevenire i meltdown nel tempo

- Offri pause regolari: Lascia che il bambino si ritiri in spazi sicuri prima di arrivare al limite.
- Prevedibilità e routine: Le persone autistiche spesso traggono beneficio da ambienti strutturati e prevedibili.
- Comunicazione visiva o facilitata: Usa immagini, simboli o oggetti per spiegare cosa accadrà.
- Rispetto e comprensione: Un approccio empatico e non giudicante fa la differenza.
I meltdown non sono crisi da reprimere, ma segnali di un malessere che va accolto con rispetto e consapevolezza.
Imparare a riconoscerli, prevenirli e gestirli con calma è un atto d’amore e di cura che tutela il benessere del bambino e rafforza la relazione con lui.
I contenuti di questo articolo sono presentati in modo generale e semplice. Per approfondimenti o informazioni specifiche, è consigliabile consultare siti specializzati o rivolgersi a professionisti del settore.