In passato, il termine sindrome di Asperger veniva usato per indicare una forma di autismo ad “alto funzionamento”, cioè senza compromissione intellettiva o linguaggio ritardato.
Tuttavia, con l’introduzione del DSM-5 nel 2013, questa distinzione è stata eliminata.
Oggi si considera che Asperger faccia parte dello spettro autistico, senza una categoria a sé stante.
Questo cambiamento è stato fatto per evitare confusione e per riconoscere che anche le persone con abilità cognitive nella norma possono avere significative difficoltà nel quotidiano.
Inoltre, studi storici hanno messo in discussione l’uso del nome “Asperger” per motivi etici legati alla figura del medico Hans Asperger.
Non si vuole più associare il termine "autismo" al dottor Asperger perché è emerso che durante il nazismo collaborò con il regime e contribuì a mandare bambini autistici in strutture dove venivano uccisi, anche nelle camere a gas. Per questo motivo, usare il suo nome è considerato offensivo e irrispettoso verso le vittime e le persone autistiche.
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