Il docente di sostegno valuta solo lo studente con disabilità?

Uno degli equivoci più diffusi nella scuola riguarda proprio lui: il docente di sostegno.

Quante volte si sente dire: “Tanto valuta solo il suo alunno!”

NO! Non esiste “il suo alunno”.
Il docente di sostegno è assegnato a tutta la classe non solo allo studente con disabilità, lo dice chiaramente la normativa: il suo ruolo va ben oltre il supporto individuale.

Il docente di sostegno:
  • è titolare della classe,
  • partecipa alla progettazione didattica ed educativa,
  • collabora attivamente con i docenti curricolari,
  • contribuisce alla valutazione di tutti gli studenti, non solo di quelli con disabilità.

Questa collaborazione è continua e costante, non è limitata a una materia o a un singolo alunno. La sua figura è pensata per sostenere l’intera classe, favorendo una didattica inclusiva.

Anche negli scrutini ha voce in capitolo

Durante gli scrutini, il docente di sostegno:

  • ha diritto di voto su tutti gli alunni della classe,
  • anche nelle materie che non insegna direttamente,
  • perché ha partecipato alle attività in compresenza, ha osservato, progettato e contribuito alla crescita di ogni studente.

Il suo giudizio ha valore pieno, pari a quello di ogni altro docente.
Addirittura, può essere nominato presidente del consiglio di classe.

Cosa non è il docente di sostegno

Non è:

  • un tutor personale dello studente con disabilità,
  • un assistente del docente curricolare,
  • un osservatore esterno.

È invece un insegnante di sostegno alla classe, con la stessa responsabilità didattica ed educativa dei colleghi curricolari.

QUI OCCORRE FARE UNA PRECISAZIONE

Il docente di sostegno è assegnato alla classe dove e iscritto l’alunno con disabilità, ed è insegnante di tutta la classe, MA specificano le linee Guida allegate al DL 182/ del 2020 pag 56:

«La richiesta deve necessariamente fare riferimento, in modo esclusivo, alle esigenze dell’alunno/a con disabilità titolare del PEI.

Le ore di sostegno sono assegnate alla classe, ma per sviluppare un progetto educativo personalizzato; non devono intendersi come risorse aggiuntive che rientrano nella libera disponibilità della scuola, da utilizzare per qualsiasi attività di supporto destinata ad altri alunni e ad altre alunne della classe o della scuola.

Certamente la presenza del sostegno didattico in una classe può favorire l’attivazione di una didattica più aperta e flessibile da cui può trarre vantaggio tutta la classe, il team docenti e il consiglio di classe, ma deve essere sempre chiaro che questi interventi sono rivolti prioritariamente all’alunno o all’alunna con disabilità.»

Una figura centrale, poco valorizzata

Spesso è proprio il docente di sostegno a trascorrere più tempo con la classe rispetto agli altri insegnanti.
Proprio per questo, sarebbe auspicabile che tutti i genitori si confrontassero anche con lui, non solo con gli insegnanti delle singole materie.

Conosce le dinamiche relazionali, i punti di forza e le fragilità del gruppo classe e dei singoli alunni.
Eppure, nella realtà, capita ancora troppo spesso che la sua voce venga ascoltata solo in riferimento all’alunno con disabilità.

Per una scuola davvero inclusiva

Una scuola davvero inclusiva parte da qui:
dal riconoscimento dei ruoli per ciò che sono davvero.
Valorizzare il docente di sostegno non significa “fare un favore”, ma applicare correttamente una visione educativa che mette tutti gli studenti al centro.

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