Ha preso il via in Commissione Cultura alla Camera l’esame di una proposta di legge presentata dalla Lega, che mira a introdurre un cambiamento significativo nel lessico e nella visione del ruolo degli insegnanti specializzati: la sostituzione del termine “docente di sostegno” con “docente per l’inclusione”.
Un nuovo approccio al ruolo educativo
L’iniziativa nasce dalla volontà di riconoscere e valorizzare pienamente la figura di questi docenti, non solo come supporto agli alunni con disabilità, ma come promotori di pratiche didattiche inclusive rivolte all’intera comunità scolastica.
Con la nuova denominazione, si intende superare l’approccio restrittivo legato al concetto di “sostegno”, enfatizzando invece il compito educativo più ampio che questi professionisti svolgono, in coerenza con i principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e con le indicazioni delle linee guida nazionali sull’inclusione scolastica.
Inclusione come principio guida
Il testo della proposta prevede che, una volta entrata in vigore la legge, la dicitura “docente di sostegno” venga sostituita in tutti gli atti ufficiali e normativi con “docente per l’inclusione”.
L’obiettivo è diffondere una visione dell’inclusione come valore trasversale e condiviso, riconoscendo a questi docenti un ruolo centrale nella promozione di pari opportunità e di una scuola realmente aperta a tutti.
Un cambiamento simbolico, senza nuovi costi
Il provvedimento include una clausola di invarianza finanziaria, specificando che l’attuazione non comporterà spese aggiuntive per lo Stato, poiché sarà realizzata utilizzando le risorse già esistenti.
Più che una riforma strutturale, si tratta di un cambio di paradigma culturale e linguistico, che punta a raccogliere consenso trasversale tra le forze politiche e nel mondo dell’istruzione.