UN’AUTOSTRADA CHIAMATA DISLESSIA

by rossella grenci

carRiuscire a parlare ad un bambino dislessico della particolarità del suo funzionamento cerebrale, del suo modo di imparare, delle sue caratteristiche (ricordo che la dislessia non è una malattia, ma una neurodiversità!) non è facile. Come ho scritto anche nel mio libro Capire la mia dislessia, il primo passo per affrontare il problema è non nasconderlo, non negarlo, non far finta di niente.

Per raggiungere un rapporto empatico con il bambino, la cosa migliore è capire come vive la sua difficoltà.  Il bambino corre il rischio di non capire cosa gli stia accadendo perchè gli adulti sono i primi a non riconoscerlo. Questo aumenta lo stato di disagio del bambino oltre a creare una vera e propria sofferenza psicologica.

Un modo interessante è utilizzare la metafora della dottoressa Ania Siwek.

Le metafore chiariscono il complesso funzionamento del cervello, in modo che anche i bambini possano capire cosa sono i DSA e come influiscono sul loro apprendimento.

Punto 1: Come si impara? Macchine, autostrade e garage

Spiegate al bambino che l’apprendimento “avviene” nel cervello… Il nostro mondo è pieno  di cose nuove e interessanti da sapere, che si chiamano informazioni. Le troviamo dappertutto: nei libri, in TV, nelle riviste, nelle parole delle altre persone, a scuola… Tutte queste informazioni, quando le ascoltiamo, vediamo, studiamo, “entrano” nel nostro cervello.

Le informazioni arrivano e si muovono nel cervello lungo dei percorsi simili alle autostrade. Nel cervello queste “autostrade” sono tante, vanno in direzioni diverse e sono percorse da tantissime macchine.

Queste specie di  macchine trasportano le informazioni verso le diverse zone del cervello e sono velocissime. Ogni zona del cervello riceve tipi diversi di informazione. E’ come se nel cervello ci fossero dei garage per ogni tipo di cosa da imparare. Ad esempio, ci sono garage per le parole, per i numeri, per i nomi degli animali, e così via. Quando si impara una cosa nuova, una macchina trasporta quella informazione verso il suo garage privato. Quando vuoi ricordare una cosa che hai imparato tanto tempo fa, è come se una macchina andasse verso un garage, prendesse su l’informazione, e la trasportasse là dove serve.

Nelle autostrade del cervello, le informazioni possono viaggiare velocissime,  perché non ci sono semafori o altri ostacoli. Ci vuole meno di un secondo perchè una macchina prenda l’informazione dal garage giusto e la porti a destinazione. Più veloce di un battito delle ciglia!

Punto 2: Una spiegazione di cosa significa avere un Disturbo Specifico di Apprendimento 

Quando si ha un DSA, alcune autostrade del cervello non sono così libere e veloci. E’ un po’ come se ci fosse una lunga coda di macchine. Non tutte le autostrade sono lente però, soltanto alcune.
Quando si è bloccati nel traffico, nessuno sa quando si arriverà. A volte la coda “si muove” veloce, altre volte è lentissima e ci vuole tantissimo tempo!

Avere un DSA è come avere una coda che rallenta moltissimo le autostrade che vanno e vengono dal garage della “lettura”, “scrittura” e “calcolo”. …continua a leggere…..

La BICI-BANCO per gli studenti iperattivi (ADHD)

Di ADHD (sindrome sindrome da deficit di attenzione e iperattività) ne soffre dal 5% all’8% degli alunni.

Gli alunni maschi hanno una probabilità maggiore, quasi tre volte, di essere colpiti rispetto alle femmine.

Gli specialisti sono concordi nell’affermare che “Uno dei maggiori problemi nelle scuole è il deficit di attenzione. Ci sono studenti che hanno tanto bisogno di muoversi.  Ma spesso disturbano la classe.”

Quindi come conciliare questa loro caratteristica con il fatto che devono passere 5 -6 …… ore sui banchi?

BICI-BANCO-YOUR-EDU-ACTIONForse la risposta sta arrivando….. una fabbrica statunitense di biciclette  ha progettato la BICI-BANCO.

Può considerarsi un “incrocio” fra il tradizionale banco solastico e una cyclette, ovviamente senza manubrio e con un ripiano sotto al piano principale sul quale poggiare libri, quaderni, penne, matite, ecc…..

I prototipi sono stati portati in alcune scuole Statunitensi e Canadesi  i risultati sono stati sbalorditivi! Gli insegnanti hanno notato subito la differenza.

Visto che da noi ancora non è possibile reperirlo o per lo meno con costi accettabili, per chi volesse fare una prova, può optare con una semplice pedaliera da posizionare sotto il classsico banco.

 

pedalieraLa pedaliera è aquistabile online anche su amazon

Per pagare quota associativa AID con carta PostePay, nuova procedura

Pe chi volesse pagare la quota associativa all’AID di 40 €. per usufuire dei libri digitali e volesse pagare con carta PostePay da quest’anno c’è una novità!

carta-postepayL’AID è iscritta al servizio Verified by Visa quindi per fare la transazione è necessario collegare il proprio numero di cellulare alla carta stessa (si fa allo sportello postale ci vogliono 2 minuti) e poi registrarsi a questo link 3D Secure: Mastercard SecureCode e Verified by Visa (dalla registrazione del numero allo sportello e registrati al servizio, a quando potete fare la transazione devono passare almento 24 ore)  a questo punto potete tranquillamente pagare la quota associativa, durante la procedura vi arriverà sul cellulare una password che dovete mettere nello spazio che vi verrà indicato, e poi andare nel sito LibroAid e procedee all’ordine dei libri…… è tutto molto semplice!

 

Qua tutta la procedura per ordinare i libri digitali

Trasparenza degli atti amministrativi anche nella scuola

Non siamo abituati all’idea che il Comune , come ogni altra amministrazione pubblica, svolga una ulteriore importantissima funzione di servizio pubblico in uno stato democratico:
quella di soddisfare il bisogno di informazione, di trasparenza, di partecipazione, di facilità dell’accesso del cittadino ai servizi e alla gestione della cosa pubblica.
Il diritto a vedere tutelato e soddisfatto questo bisogno è sancito dalle Leggi dello Stato, una di queste Leggi e’ la legge 241/90 sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione.
In particolare l’art.2 per quello che concerne la definizione di una pratica ed essere indicato e reso pubblico il termine di conclusione il quale, se non viene definito alcun termine, la norma stabilisce che deve essere conclusa entro 30 giorni.
Il cittadino deve ricevere una comunicazione scritta (lettera, fax, telegramma) che lo avvisa dell’inizio della pratica che lo riguarda. La comunicazione è particolarmente importante quando la decisione della Amministrazione che conclude la pratica, può essere sfavorevole o comunque contro un interesse del cittadino.
Gli atti devono essere motivati, cioè devono essere spiegati i fatti e le ragioni per cui l’Amministrazione prende “particolari” decisioni e occorre altresì rendere pubblici i criteri e le modalità seguiti per dare contributi, sovvenzioni, sussidi…etc., a persone ed enti pubblici e privati che ne hanno fatto richiesta.
Esiste poi un articolo del Codice Penale che punisce il pubblico ufficiale o il responsabile amministrativo, che non abbia risposto a seguito della diffida con una ammenda e con una condanna…..ma a questo credo che non si debba mai arrivare, perché il buon senso e il rispetto verso il cittadino-utente sia doveroso da parte del responsabile del servizio e dell’Ente Locale.

Trasparenza degli atti amministrativi anche nella scuola

di Salvatore Nocera

Un genitore ha diritto ad avere informazioni dalla scuola circa il PEI del proprio figlio , sul perché egli non è stato convocato alla riunione di formulazione dello stesso, cui ha diritto di partecipare ( L.n. 104/92 art 12 comma 5), circa i risultati conseguiti dal figlio?

Risponde Salvatore Nocera:

Ai sensi della L.n. 241/90, chi ha interesse ad ottenere copia di un atto amministrativo, ha diritto ad averne copia. Nel caso di specie, non vi è dubbio che i genitori abbiano diritto ad avere tutta la documentazione amministrativa relativa all’integrazione scolastica del proprio figlio. Se i genitori desiderano però inoltre avere anche una “relazione sui risultati del percorso didattico svolto, il loro diritto ha come contenuto anche l’informazione sulla situazione scolastica del figlio, come per tutti i genitori. La scuola non può rifiutare tale informazione, perché ogni utente ha diritto di conoscere i risultati del servizio che viene reso. Nel caso di specie, tali risultati dovranno comunque risultare dai verbali dei Consigli di Classe e dagli scrutini quadrimestrali, di cui i genitori hanno diritto ad avere copia, per la sola parte riguardante il loro figliolo L.n. 241/90. Anzi i genitori debbono essere convocati dal Dirigente scolastico a partecipare alle riunioni del “Gruppo di lavoro sul caso”cosiddetto G L H operativo di cui all’art 12 comma 5 L.n. 104/92.Trattandosi di un obbligo di legge, i Dirigenti scolastici che non hanno provveduto a convocare i genitori per tali riunioni potrebbero essere chiamati a rispondere del reato di omissione di atti di ufficio.
In una scuola che, con la “Carta dei servizi”, il Regolamento dei diritti delle studentesse e degli studenti e l’obbligo del POF che deve contenere anche i principi ed i modi concreti di rapporto con i genitori utenti, i genitori sono sempre più soggetti attivi titolari del diritto all’informazione che l’amministrazione scolastica deve soddisfare per il rispetto dell’obbligo di trasparenza amministrativa.
I genitori, in quanto utenti del servizio scolastico possono agire da soli; ma possono anche farsi assistere dalle associazioni dei Consumatori e degli utenti, di cui alla L.n. 281/98 e, nel caso di alunni con handicap, dalle associazioni di promozione sociale di cui fanno parte, secondo quanto stabilito dalla L.n. 383/00, che riprende, generalizzandolo, un principio
già sancito dalla L.n. 104/92 nell’art 36 comma 2.
In conclusione l’autonomia scolastica di cui al DPR n. 275/99 non può essere intesa nel senso che il Dirigente scolastico può fare quel che vuole, anche contro i diritti dei Genitori, ma anzi esplicita l’obbligo del Dirigente scolastico di garantire risultati di efficienza ed efficacia del servizio da lui coordinato; di tali efficienza ed efficacia fà parte ineludibile anche il diritto all’informazione dei genitori sui risultati realizzati dai propri figlioli, che per quelli con handicap, è espressamente previsto dall’art 12 comma 6 della L.n. 104/92.

Salvatore Nocera

fonte: Educazione e scuola

 

Sito di Supporto allo studio per Bambini e Ragazzi con DSA e non