Cosa significa programmare una verifica

La legge 170 del 2010 con l’art. 5 comma 4 GARANTISCE allo studente con DSA adeguate forme di verifica  e di valutazione:

“4. Agli studenti con DSA sono garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione scolastica e universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne gli esami di Stato e di ammissione all’università nonché gli esami universitari”.

È evidente quindi che,  che gli studenti con DSA non possono essere valutati a priori come tutti i compagni.

E’ nel PDP che va definito cosa significhi “adeguate forme di verifica” ricordando però che l’adeguatezza delle misure adottate va sempre monitorata “per valutarne l’efficacia e il raggiungimento degli obiettivi.” Comma 3 stesso articolo.

PERCHE’ UNO STUDENTE CON DSA HA BISOGNO DI VERIFICHE PROGRAMMATE

Sapere quando e su cosa saranno interrogati permette agli studenti  di organizzare lo studio, usare in modo efficace gli strumenti compensativi e ridurre il carico cognitivo.

Dal punto di vista emotivo, la programmazione:

  • abbassa l’ansia da prestazione;
  • aumenta il senso di controllo e di sicurezza;
  • tutela l’autostima, evitando che la verifica diventi un’esperienza di fallimento legata allo stress e non alla preparazione.

In questo modo la verifica diventa uno strumento equo, non un ostacolo.

COME PROGRAMMARE UNA VERIFICA

Programmare una verifica per un alunno con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) è un’azione didattica fondamentale e rappresenta, allo stesso tempo, sia uno strumento compensativo che dispensativo.

Per questo motivo, deve essere esplicitamente prevista e descritta nel Piano Didattico Personalizzato (PDP).

La programmazione delle verifiche implica che il docente concordi in anticipo con lo studente le date delle prove, specificando quali argomenti saranno oggetto di valutazione.

Questo vale sia per le verifiche scritte (che normalmente vengono già calendarizzate), sia per quelle orali, che spesso risultano più difficili da gestire per lo studente con DSA.

Programmare significa dunque:
  • Stabilire con chiarezza una data per la verifica (accordandosi con lo studente) 

  • Definire insieme gli argomenti su cui verterà.
- La programmazione può essere scritta dallo studente nel proprio diario; tuttavia, se lo studente ha difficoltà nel farlo, è necessario che il docente verifichi che tutto sia stato riportato correttamente.
- La programmazione può essere inserita dal docente nel registro elettronico, nella sezione visibile solo allo studente. Tutti i registri elettronici prevedeno questa funzione; se non fosse attiva, si può valutare di parlarne con il dirigente, la segreteria o l’animatore digitale per configurarla.
- È possibile anche concordare un’altra modalità organizzativa ritenuta più adeguata.
  • Definire insieme gli argomenti su cui verterà.

  • Accordarsi sui tempi di preparazione, lasciando allo studente un adeguato numero di giorni per organizzare lo studio.

  • Verificare che nella stessa giornata non siano previste altre verifiche con altri docenti,  al fine di evitare un eccessivo sovraccarico. Programmare una sola verifica al giorno rappresenta una misura dispensativa comune e raccomandata, utile a prevenire sovraccarichi cognitivi e stati d’ansia intensi che potrebbero compromettere la concentrazione e il rendimento dello studente.  In caso di sovrapposizione, il docente dovrà spostare la verifica ad un’altra data. Non esiste una norma nazionale (legge, decreto o regolamento statale) che dica in modo perentorio che lo studente con DSA debba fare al massimo una verifica al giorno, ma c’è una circolare del Ministro Valditara che  a pag. 2 raccomanda la pianificazione delle verifiche: “è importante che la programmazione delle verifiche da svolgere in classe, così come l’assegnazione di compiti e attività di studio da svolgere a casa, siano accuratamente pianificate da ciascun insegnante”.

Tutti questi aspetti devono essere riportati nel PDP:
  • Il canale di comunicazione scelto per informare lo studente e la famiglia 

  • La non sovrapposizione di verifiche, da monitorare e rispettare per garantire una distribuzione equilibrata dei carichi di studio e valutazione.

La comunicazione della programmazione di una verifica può avvenire in due modi:
  1. Scrittura autonoma sul diario da parte dello studente, ma con il docente che verifica sempre che l’annotazione sia stata fatta in modo corretto

  2. Inserimento della comunicazione nel registro elettronico, nell’area privata accessibile solo allo studente e alla sua famiglia.

È importante tenere conto che molti studenti con DSA hanno notevoli difficoltà nella gestione autonoma del diario e dell’organizzazione personale, quindi è essenziale che il docente si faccia carico di garantire che le informazioni siano chiare, accessibili e condivise per tempo.

Gestione delle verifiche/interrogazioni in caso di assenza dello studente

Nel caso in cui lo studente risulti assente alla data prevista per una verifica/interrogazione, è necessario stabilire anticipatamente la modalità di recupero. Tale modalità dovrà essere chiaramente indicata nel PDP (Piano Didattico Personalizzato), al fine di garantire trasparenza, equità e coerenza con quanto previsto dalle misure dispensative e compensative.

Si raccomanda di specificare nel PDP se:
  • la verifica/interrogazione verrà riprogrammata in una data successiva concordata con lo studente;

  • la verifica/interrogazione si svolgerà il primo giorno utile al rientro in classe

Definire questi aspetti nel PDP evita malintesi o situazioni spiacevoli, assicurando una gestione serena e condivisa del percorso di valutazione.

 

In sintesi, programmare una verifica per un ragazzo con DSA non è solo un gesto organizzativo, ma un vero e proprio atto di inclusione didattica, che permette allo studente di affrontare la prova con maggiore serenità, consapevolezza e possibilità di successo.

 

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