Il PDP (Piano Didattico Personalizzato) nasce proprio con lo scopo di descrivere gli interventi didattici personalizzati necessari per favorire il percorso di apprendimento dell’alunno.
Per questo, al suo interno vengono indicate:
- modalità didattiche personalizzat
- strategie metodologich
- strumenti compensativi
- misure dispensative.
Ma il PDP può contenere anche quelli che vengono comunemente definiti “obiettivi minimi”?
Gli obiettivi sono quelli delle indicazioni nazionali e infatti alla fine del ciclo gli alunni con DSA sosterranno un Esame di Stato sulle stesse prove dei compagni.
Ma questo è il traguardo finale, a cui devono arrivare.
Come sanno molto bene gli insegnanti, a volte gli strumenti compensativi e le misure dispensative non bastano.
In questi casi gli obiettivi disciplinari possono essere articolati:
– nel caso degli alunni con DSA, come previsto dal DM 5669/2011,
– oppure calibrati sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita, secondo quanto indicato dalla CM n. 8/2013 per i BES.
Parlare di obiettivi “articolati” o “calibrati” significa organizzati sul livelli crescenti in base agli attuali livelli di apprendimento e definire livelli intermedi ritenuti necessari per compensare eventuali lacune e poter raggiungere alla fine del ciclo gli obiettivi previsti.
Dare obiettivi intermedi durante tutto il ciclo scolastico permette allo studente di procedere gradualmente verso i traguardi previsti, anche se con tempi e modalità differenti rispetto ai compagni.
Cosa significa programmazione didattica per “obiettivi minimi”?