In Italia non esiste una norma nazionale (legge, decreto o regolamento statale) che dica in modo perentorio che “lo studente con DSA debba fare al massimo una verifica al giorno”.
La normativa, comunque, garantisce agli studenti con dsa “adeguate forme di verifiche e di valutazione” legge 170/10, quindi senz’altro programmare una sola verifica al giorno è una misura dispensativa comune e raccomandata per evitare sovraccarichi cognitivi e forti stati di ansia.
Questa regola va formalizzata nel PDP .
Se il PDP prevede la programmazione delle verifiche, i docenti sono tenuti a rispettare la pianificazione.
Estratto del convegno avvenuta a Parma il 20-04-16
Relatore dott. Guido Dell’Acqua del Ufficio IV (Disabilità DSA e integrazione alunni stranieri)
Direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione al MIUR
Una insegnante fa 2 domande al prof. Dell’acqua:
La prima riguarda la sovrapposizione delle verifiche nello stesso giorno:
Molto spesso accade che gli studenti si trovino a sostenere più prove nella stessa giornata, è corretto?
Risposta:
Se nel PDP è indicato che lo studente non può sostenere più di una verifica al giorno (e, di norma, non più di tre alla settimana), questa prescrizione va rispettata. Qualora, per motivi organizzativi non evitabili, in una giornata siano previste due verifiche, i docenti devono coordinarsi: una delle due prove va spostata e lo studente la recupererà in un altro momento.
Su questo punto i TAR sono molto rigorosi, poiché si tratta di una violazione evidente del PDP.
Se tale indicazione non è presente nel PDP, è opportuno che venga inserita.
La seconda riguarda invece il recupero dei debiti:
se, nel primo trimestre, uno studente riporta un’insufficienza in pagella, è difficile ipotizzare che il recupero possa riguardare l’intero programma svolto fino a quel momento. Vorrei quindi capire come dovrebbe essere strutturato un piano di recupero adeguato per un ragazzo con DSA.
Risposta:
La valutazione deve essere formativa, non puramente aritmetica. Limitarsi a fare la media tra primo e secondo quadrimestre, pretendendo che lo studente recuperi integralmente tutte le carenze del trimestre precedente, non è corretto.
Come direi ai colleghi di matematica, non si deve fare l’integrale su tutto l’anno: se nella prima parte l’alunno è stato in difficoltà su alcuni argomenti, nel periodo successivo si dovrebbe lavorare per colmare gradualmente tali lacune, senza pretendere un recupero totale e immediato.
In queste situazioni è riconosciuto un margine di autonomia professionale ai docenti, che dovrebbero agire con buon senso, la richiesta di recupero non dovrebbe essere rigida né eccessivamente dettagliata, soprattutto quando si tratta di studenti con DSA.