Cosa sono le mappe procedurali

Le MAPPE PROCEDURALI servono per il recupero della memoria sulla PROCEDURA di una qualsiasi attività. 

Sono mappe che solitamente vengono utilizzate per ricostruire, in ordine le fasi di un’attività  o di un esercizio, tipo una scaletta che costruire poi un testo, degli esempi minimi per esercizi matematici. 

Questo tipo di mappa è particolarmente utile per gli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) o con Disabilità o con Bisogni Educativi Speciali (BES), soprattutto quando presentano difficoltà legate alla memoria di lavoro.

La memoria di lavoro è la capacità di conservare temporaneamente e manipolare informazioni che non sono ancora state automatizzate.

Quando questa funzione è compromessa, lo studente può incontrare difficoltà nel gestire contemporaneamente più informazioni, nel seguire istruzioni complesse, eseguire calcoli a mente, o ricordare tutti i passaggi necessari per risolvere un problema articolato.

Le mappe sono necessarie soprattutto  se nella certificazione è riportata una difficoltà nell’acquisizione delle procedure, l’esempio o un elenco di passaggi (mappe procedurali) diventano indispensabili.

Le mappe in generale, comprese quelle procedurali,  devono essere sempre calibrate sulle caratteristiche dello studente, perché il loro scopo principale è essere davvero utili al discente.

Una mappa procedurale ben strutturata, con istruzioni chiare, sintetiche e disposte in ordine logico, può rappresentare un grande supporto durante l’apprendimento.
Essa consente allo studente di concentrarsi meglio sul compito, di risparmiare energie mentali e di migliorare la comprensione dei passaggi, favorendo anche la capacità di autocorrezione degli errori.

ATTENZIONE

Non tutti i professori, purtroppo, accettano questo tipo di mappe , soprattutto nelle discipline scientifiche (matematica, fisica, chimica). Spesso si pensa che, avendo davanti uno schema, sia possibile “copiare”. Ma, sinceramente, sfido chiunque che non abbia studiato a risolvere un esercizio di sistemi di disequazioni solo guardando un esempio guida semplificato .

Per questo motivo, il consiglio è di realizzare mappe con esercizi guida molto semplici, mostrarle all’insegnante ogni volta che vengono preparate ed eventualmente modificarle in base alle osservazioni del docente, è utile anche farle firmare per accettazione, così da non avere obiezioni al loro utilizzo in fase di verifica (scritta o orale).

Nell’anno della maturità la quasi totalità degli insegnanti NON le accetta , in quanto poi saranno portate all’esame e “altrimenti la commissione…” , “altrimenti copia…”.

In questo caso, conviene trovare un modo per realizzarle in maniera sintetica e strategica, magari ricorrendo a disegni e simboli.


Perché a uno studente con discalculia serve una mappa procedurale

La discalculia è un disturbo specifico dell’apprendimento che riguarda principalmente l’abilità di calcolo. Le difficoltà possono emergere sia nell’organizzazione della cognizione numerica (intelligenza numerica basale), sia nell’applicazione delle procedure esecutive legate al calcolo scritto.

Le aree compromesse nella discalculia

  1. Intelligenza numerica basale: comprende i processi più elementari dell’abilità numerica, come il subitizing (riconoscere piccole quantità senza contare), la quantificazione, la seriazione, la comparazione, la composizione e scomposizione delle quantità e il calcolo a mente (Linee Guida per i DSA allegate al D.lgs 5669/11 pag 4).
  2. Procedure esecutive e di calcolo: riguardano aspetti più formali come la lettura e scrittura dei numeri, l’incolonnamento, il recupero dei fatti numerici (ad esempio le tabelline) e l’applicazione corretta degli algoritmi del calcolo scritto (Linee Guida per i DSA allegate al D.lgs 5669/11 pag 4-5).

In entrambe le aree, la discalculia rende meno automatici i processi che per altri studenti risultano quasi spontanei.

Ciò genera spesso affaticamento cognitivo, errori ripetitivi e un senso di frustrazione che può compromettere la motivazione allo studio.

Il ruolo delle mappe procedurali

In questo contesto, la mappa procedurale rappresenta uno strumento compensativo fondamentale. Si tratta di una rappresentazione visiva, ordinata e schematica delle fasi di un procedimento matematico,  può essere utilizzata con esercizi di varia complessità: dalle operazioni di base, come la divisione in colonna o la sottrazione con il cambio nei bambini più piccoli, fino ad attività più avanzate come la risoluzione di equazioni, disequazioni,  limiti, etc.

La sua utilità si fonda su diversi aspetti:
  • Supporto alla memoria di lavoro: la mappa alleggerisce il carico cognitivo, offrendo uno schema esterno a cui lo studente può affidarsi senza dover ricordare ogni passaggio.
  • Guida passo-passo: rende esplicite le sequenze che la discalculia rende difficili da automatizzare, permettendo allo studente di concentrarsi sull’esecuzione senza perdersi nei dettagli.
  • Riduzione degli errori: avendo un riferimento chiaro, lo studente può autocontrollarsi e individuare eventuali passaggi mancanti o errati.
  • Incremento dell’autonomia: la possibilità di consultare una mappa restituisce sicurezza, riduce la dipendenza dall’adulto e favorisce la fiducia nelle proprie capacità.
  • Accessibilità visiva: attraverso colori, simboli e frecce, la mappa si adatta a diversi stili cognitivi e rende le procedure più intuitive.

Un ponte tra difficoltà e apprendimento

Le mappe procedurali non sostituiscono l’insegnamento, ma funzionano come strumento compensativo che aiuta lo studente a gestire le difficoltà legate al disturbo.

Sono, in altre parole, un ponte che consente di passare dall’incertezza operativa alla comprensione graduale delle procedure.

Inoltre, le mappe stimolano un approccio metacognitivo: non si limitano a dire “come fare”, ma aiutano lo studente a prendere consapevolezza delle strategie utilizzate e a trasferirle in contesti diversi.

Per uno studente con discalculia, una mappa procedurale non è un semplice strumento didattico, ma un alleato indispensabile. Fornisce ordine a processi che altrimenti appaiono confusi, sostiene la motivazione e valorizza le potenzialità dell’alunno, trasformando un ostacolo in un’opportunità di apprendimento strutturato e personalizzato.

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