PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO
per alunni con DSA (o BES senza certificazione di DSA o legge 104).
- Piano: perchè prevede la predisposizione di un programma, un progetto, un insieme di strategie condivise.
- Didattico: perchè il suo scopo è quello di favorire la didattica ovvero migliorare l’efficienza dell’apprendimento degli allievi, migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’insegnamento del docente.
- Personalizzato: deve essere funzionale a individuare le metodologie, gli strumenti e le strategie più adeguate per ogni singolo alunno.

Il PDP è previsto dal DM 5669 del 12 luglio 2011 e dalle allegate Linee Guida.
La scuola è obbligata a redigerlo quando:
Lo studente (la famiglia) deposita presso la segreteria della scuola, una certificazione per i DSA (Legge 170/10)
Il PDP è facoltativo quando:
non c’è una certificazione di DSA, ma i docenti ravvisano un bisogno educativo speciale nello studente e che quindi ha bisogno di interventi personalizzati che vengono esplicitati in questo documento (Direttiva BES 5659/12 e Circolare 8/2013).
A cosa serve il PDP?
Serve a definire e personalizzare gli interventi educativi e didattici che gli insegnanti intendono mettere in atto nei confronti di un alunno con bisogni educativi speciali ma non riconducibili alla disabilità (in caso di disabilità, come è noto, il documento di programmazione si chiama PEI, Piano Didattico Individualizzato, ben diverso per contenuti e modalità di definizione).
Un PDP non autorizza a ridurre gli obiettivi disciplinari
Definisce strategie opportune per il loro raggiungimento che possono prevedere anche una loro temporanea articolazione per colmare lacune pregresse, ma gli obiettivi finali rimangono quelli previsti da quell’indirizzo di studi.

Quando si redige il PDP?
Il documento deve essere redatto entro i primi tre mesi dall’inizio della scuola e rinnovato ogni anno.
È necessario rifarlo annualmente perché nel tempo possono intervenire diversi cambiamenti:
-
I programmi scolastici possono variare, e con essi le difficoltà che lo studente può incontrare;
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Le richieste degli insegnanti possono modificarsi in base alle nuove metodologie o agli obiettivi didattici;
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Le necessità dello studente possono modificarsi (in meglio o in peggio), poiché si trova in una fase di crescita e di sviluppo;
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Le strategie didattiche possono essere aggiornate o adattate;
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Gli strumenti compensativi e le misure dispensative possono richiedere revisioni.
In alcuni casi, il documento può essere riconfermato, ma è importante verificare ogni anno tempi e modalità di utilizzo delle diverse strategie per assicurarsi che restino adeguate e funzionali al percorso dell’alunno.

Chi lo redige?
Essendo un documento scolastico lo redice la scuola, esattamente il consiglio di classe.
Fra scuola e Genitori, secondo le Linee Guida allegate al decreto attuativo della legge 170/10 DDM 5669/11 (pag.8), ci deve essere un “RACCORDO”, ossia un momento di scambio di informazioni.
Questo perchè è la famiglia che ha seguito il ragazzo anche nei corsi di studi precedenti, e sa quali strumenti e strategie possono essere efficaci e quali no, quindi può dare informazioni importanti, può essere coinvolto anche il ragazzo stesso, se sufficientemente grande, o anche figure esterne che lo seguono come logopedisti o Tutor DSA.
Le modalità di come deve avvenire questo scambio di informazioni lo decide la scuola, ma deve esserci.
Le firme
E’ opportuno venga firmato dai genitori e da tutti gli insegnanti del consiglio di classe della classe dove è inserito il ragazzo con DSA, tuttavia la loro firma non è indispensabile (come si crede) perché essi hanno già autorizzato la scuola ad attivare una personalizzazione formale quando hanno consegnato la certificazione di DSA alla scuola chiedendo l’applicazione della L. 170.
E’ fondamentale prevedere successivamente rigorosi momenti di monitoraggio per verificare se effettivamente gli interventi progettati stanno producendo i risultati previsti o se bisogna modificare qualcosa.

Come deve essere fattoo il PDP
Non esiste un modello ministeriale obbligatorio per la redazione del Piano Didattico Personalizzato (PDP).
Le linee guida allegate al Dlgs 5669/11 pag 8 dicono come deve essere struttuturato:
- Dati anagrafici
- Tipologia del disturbo
- Profilo di funzionamento
- Strategie didattiche individualizzato e personalizzate
- Strumenti compensativi
- Misure dispensative
- Forme di verifica e valutazione personalizzata
Il MIUR ha anche forrnito dei modelli di PDP (anche se non sono vincolanti)

Come NON deve essere fatto un PDP

A meno che la scuola non intenda che vada bene utilizzare TUTTI gli strumenti possibili e immaginabili (cosa che dubito fortemente).
Il PDP deve essere “Personalizzato”, seguendo il profilo di funzionamento dello studente (certificazione), quindi
per ogni disciplina si indicano nel dettaglio gli strumenti compensativi e dispensativi da utilizzare.

Quali sono gli strumenti compensativi ed i dispensativi che si possono inserire?
Gli strumenti compensativi sono tutti gli strumenti didattici e tecnologici che sollevano lo studente con DSA da una prestazione resa difficoltosa dal disturbo, senza peraltro facilitargli il compito dal punto di vista cognitivo.
L’utilizzo di tali strumenti non è immediato quindi la scuola deve impegnarsi nell’aiutarlo ad usarli D.M. 5669 del 2011 art. 4 c. 4 dice che: «Le Istituzioni scolastiche assicurano l’impiego degli opportuni strumenti compensativi, curando particolarmente l’acquisizione, da parte dell’alunno e dello studente con DSA, delle competenze per un efficiente utilizzo degli stessi.»
Le misure dispensative sono invece interventi che consentono all’alunno o allo studente di non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l’apprendimento.
Per esempio, non è utile far leggere a un alunno con dislessia un lungo brano, in quanto l’esercizio, per via del disturbo, non migliora la sua prestazione nella lettura.
L’adozione delle misure dispensative, dovrà essere sempre valutata sulla base dell’effettiva incidenza del disturbo sulle prestazioni richieste, in modo tale da non differenziare, in ordine agli obiettivi, il percorso di apprendimento dell’alunno o dello studente in questione.
Vedere qui.
ATTENZIONE: evitare di approvare un PDP con su scritto che gli strumenti compensativi vengono usati a "discrezione del docente", perchè il disturbo dello studente non è a discrezione dello studente, c'è sempre.

COSE PRINCIPALI DA RICORDARE
- La scuola deve dare la possibilità alla famiglia di leggere attentamente il documento prima di firmarlo (raccordo scuola-famiglia linee guida)
- Il PDP deve, per legge, essere redatto entro il primo trimestre scolastico, viene chiamato periodo di osservazione, dove gli insegnanti conoscono lo studente e cercano di capire quli siano le strategie migliori per favoritre il successo formatico e scolastico, quindi supponendo che la scuola iniziasse il 12 settembre deve essere approvato entro 12 dicembre, ciò non toglie che può essere fatto prima, soprattutto quando lo studente è già conosciuto.
- Se la diagnosi viene consegnata durante l’anno, gli insegnanti devono redigerlo in poco tempo in quanto conoscono già l’alunno e non hanno bisogno del periodo di osservazione.
- Nei mesi iniziali di scuola, fino a quando il PDP non è pronto e approvato, le personalizzazioni previste dalla legge 170/10 vanno attivate da subito, il PDP non ha lo scopo di attivare gli interventi ma di esplicitarli.
- Il PDP deve essere rifatto ogni anno scolastico, e ha validità legale solo per quell’anno scolastico, il buon senso però dice che, se lo studente frequenta lo stesso istituto, il PDP viene rispettato fino alla stesura del seguente.
- Il PDP può essere modificato in qualunque momento.
Con l’approvazione del PDP non termina il dovere del docente che deve APPLICARE ciò che ha sottoscritto lungo tutto il periodo scolastico, il garante dell’applicazione è il Dirigente Scolastico.

PDP per studenti senza certificazione di DSA
La scuola può elaborare un PDP anche gli alunni con Bisogni Educativi Speciali (senza certificazione di DSA o di legge 104) qualora lo ritenga necessario (Direttiva BES) Nota Miur 2563 del 2013 quindi la scuola in questi casi non ha obbligo di redigere il PDP, ma se lo fa poi è obbligata a rispettarlo.

Per la struttura del PDP per gli alunni con BES (senza tutela della legge 170) non esistono modelli ufficiali e neppure delle indicazioni sui contenuti, quindi ogni scuola lo redige come vuole.

Ecco le slide
