LA DISCALCULIA
La discalculia è una difficoltà specifica nell’apprendimento del calcolo che si manifesta in svariati modi:
- confusione nel riconoscere i segni operativi (+, -, x, +) e sui passaggi necessari per risolvere operazioni in colonna.
- difficoltà nella scrittura dei numeri e riconoscere quelli simili fra loro (es. 3-5)
- difficoltà nell’associazione del simbolo numerico alla quantità corrispondente
- difficoltà nella numerazione in ordine crescente e decrescente
- difficoltà nella risoluzione di situazioni problematiche
- difficoltà a collegare un numero alla quantità reale (non comprendere che “3” rappresenta tre oggetti)
- non si ha il senso del numero: difficoltà a stimare quantità, pesi o distanze “a occhio”
- difficoltà /impossibilità nel fare calcoli mentali anche molto semplici
- estrema lentezza o impossibilità nel memorizzare tabelline, per poter fare in automia semplici operazioni anche entro il dieci
- difficoltà a mantenere l’ordine spaziale nelle operazioni in colonna
- difficoltà di orientamento: Problemi nel distinguere destra e sinistra o seguire delle semplici indicazioni
- difficolta o impossibilità a leggere l’orologio analogico
- difficoltà o impossibilità a memorizzare formule geometriche, sequenze o unità di misura
- difficoltà a collegare un numero alla quantità reale (non comprendere che “3” rappresenta tre oggetti)
- difficoltà di esecuzione di consegne in sequenza
- difficoltà nella gestione del Tempo: incapacità di stimare quanto durerà un’attività
I simboli numerici sono quantitativamente inferiori rispetto a quelli alfabetici (10 cifre contro 21 lettere), ma complessa è la loro combinazione che si basa sul valore posizionale.
Per molti bambini, infatti, non c’è differenza tra 15 e 51 oppure tra 316 e 631, in quanto essi, pur essendo in grado di denominare le singole cifre, non riescono ad attribuire significato alla loro posizione all’interno dell’intero numero.
Spesso alla base ci sono difficoltà di orientamento spaziale e di organizzazione sequenziale che si evidenziano sia nella lettura che nella scrittura dei numeri ( il numero 9 viene confuso con il 6; il numero 21 con il 12; il 3 viene scritto al contrario così come altri numeri…).
Oltre a questo esistono coppie di numeri che hanno tra loro una lieve somiglianza, come ad esempio il numero 1 e il numero 7; il 3 e l’8; il 3 e il 5.
Confondere queste cifre significa anche non attribuirle alla giusta quantità, per cui non è raro che anche semplici esercizi vengano svolti in modo errato.
Chiediamoci allora: “Il soggetto non sa contare oppure non distingue adeguatamente i simboli numerici?”
Di solito è presente la capacità di numerare in senso progressivo, cioè di procedere da zero in poi (1-2-3-4-5…), ma non quella di numerare in senso regressivo, partendo cioè da una determinata cifra e andando indietro ( 6-5-4-3-2-1-0).
Un altro ostacolo che crea al soggetto situazioni di disagio è la difficoltà a memorizzare la tavola pitagorica con conseguente impossibilità ad eseguire correttamente moltiplicazioni e divisioni.
Anche alla base della discalculia ritroviamo carenze relative alle abilità percettivo-motorie, ma, non di rado, le difficoltà logico-matematiche sono attribuibili anche a una carenza di esperienze concrete.
Fin dalla primissima infanzia il soggetto deve conoscere il mondo, manipolare gli oggetti, raggrupparli secondo criteri, costruire con essi strutture via via più complesse.
Alla scuola materna e nel primo ciclo di scuola primaria queste esperienze continuano ad essere molto importanti, l’uso del materiale concreto (oggetti, immagini, blocchi logici, regoli in colore, multibase) è indispensabile per guidare il soggetto verso la conquista dei concetti fondamentali.
L’uso dei simboli, la memorizzazione delle regole esecutive e delle cosiddette “tabelline” vengono dopo e devono essere conquiste graduali e non meccanismi superficiali che tanto facilmente si dimenticano.
La discalculia è, quindi, una difficoltà specifica nell’apprendimento del calcolo che si manifesta nel riconoscimento e nella denominazione dei simboli numerici, nella scrittura dei numeri, nell’associazione del simbolo numerico alla quantità corrispondente, nella numerazione in ordine crescente e decrescente, nella risoluzione di situazioni problematiche.
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