Valutazione degli studenti: posso usare da zero a dieci?

Fonte: Orizzonte Scuola

Elementi caratteristici di una corretta valutazione

La Valutazione:

  • ha essenzialmente una finalità formativa
  • concorre al miglioramento degli apprendimenti e al successo didattico degli alunni
  • documenta lo sviluppo dell’identità personale degli studenti
  • promuove l’autovalutazione di ciascuno in relazione alle acquisizioni di conoscenze, abilità e competenze.
  • è effettuata dai docenti nell’esercizio della propria autonomia professionale, in conformità con i criteri e le modalità definiti dal Collegio dei docenti e inseriti nel piano triennale dell’offerta formativa [PTOF]
  • deve essere tempestiva e trasparente
  • deve orientare l’alunno ad un processo di autovalutazione che conduca lo stesso a individuare i propri punti di forza e di debolezza ed a migliorare di conseguenza il proprio rendimento.

Scuola Secondaria primo e secondo grado – Valutazione

La valutazione degli apprendimenti spetta al consiglio di classe con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza

ll DPR n. 122/2009:

“La valutazione, periodica e finale, degli apprendimenti è effettuata nella scuola secondaria di primo grado, dal consiglio di classe presieduto dal dirigente scolastico o da suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza”.

All’art. 4/1 (Valutazione degli alunni nella scuola secondaria di secondo grado):

“La valutazione, periodica e finale, degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe, formato ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni e presieduto dal dirigente scolastico o da suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza”.

Il Consiglio di classe come “collegio perfetto” e “sovrano” nell’attribuzione dei voti

Il Consiglio di classe riunito per lo scrutinio, intermedio e finale, è un organo collegiale giudicante perfetto che esige la presenza di tutti i suoi componenti per la validità delle deliberazioni da assumere.

Deve quindi operare con la partecipazione di tutti i suoi componenti.

L’art. 79 del R.D. 653/1925 stabilisce:

“I voti si assegnano, su proposta dei singoli professori, in base ad un giudizio brevemente motivato desunto da un congruo numero di interrogazioni e di esercizi scritti, grafici o pratici fatti in casa o a scuola, corretti e classificati durante il trimestre o durante l’ultimo periodo delle lezioni”.

I voti sono espressi in decimi – voto intero da 1 a 10.

Il docente è dunque tenuto a dare motivazione della sua proposta di voto in base anche ai criteri valutativi indicati dal Collegio dei docenti.

….Ogni istituzione scolastica, in base all’Autonomia, può deliberare anche per questo aspetto modalità comuni per tutti i docenti.

Criteri di valutazione, stabiliti dal Collegio Docenti ed inseriti in allegato al PTOF

Sono le istituzioni scolastiche grazie all’Autonomia, nello specifico il Collegio Docenti, a definire nel PTOF le modalità e i criteri per garantire che la valutazione avvenga in modo omogeneo, trasparente ed equo. 

Vedere nel regolamento d'istituto (o nel PTOF) di solito lì è indicato un range di voto minimo. Poi ogni insegnante Può appellarsi alla libertà di insegnamento ma meno di 3 non ha nessun senso.

 

L’attribuzione dei voti

Il Legislatore, come abbiamo letto sopra, per quanto riguarda l’attribuzione dei voti, parla di una generica valutazione espressa in decimi . In sede di scrutinio, periodico, finale, esame finale di Stato, primo e secondo grado, il voto finale è in Decimi o in Centesimi, con o senza Lode, senza frazioni decimali.

Detto questo, ogni Collegio Docenti può deliberare in autonomia specifiche griglie di valutazione

Vedere nel regolamento d'istituto (o nel PTOF) di solito lì è indicato un range di voto minimo. Poi ogni insegnante Può appellarsi alla libertà di insegnamento ma meno di 3 non ha nessun senso.

Sotto un esempio griglia di valutazone:

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