Da un post di Giacomo Cutrera
Un giorno una professoressa per spiegare alla classe perché una alunna usava la sintesi vocale ha proposto un esperimento a tutta la classe.
Potete scegliere per la verifica di avere il testo in formato cartaceo oppure di averlo in formato audio (file generato tramite la sintesi vocale) e ascoltarlo con le cuffie.
La verifica era un analisi del testo e si concludeva con una serie di domande, anche queste presenti nel file audio.
Per rispondere alle domande bisognava andare avanti e indietro con l’audio.
Esaurito l’iniziale entusiasmo per la cosa nuova quasi tutti gli studenti hanno cominciato a lamentare che l’audio era scomodo e faceva perdere tempo.
Terminato il tempo stabilito a quasi tutti era rimasta indietro qualche domanda.
Il giorno successivo ripropose una verifica simile chiedendo ancora chi voleva il cartaceo e chi l’audio.
Quasi tutti tornarono al cartaceo.
Spesso sento definire la sintesi vocale come un aiuto, un bonus, un vantaggio concesso, una comodità.
La realtà è che gli strumenti compensativi sono scomodi e se uno non ne avesse bisogno farebbe volentieri a meno di usarli.
Esattamente come avviene per gli occhiali.
Un abbraccio
JACK