Un nuovo caso di violazione del Piano Didattico Personalizzato (PDP) scuote il mondo della scuola. Con la Sentenza n. 1276-2025, depositata il 2 luglio, il TAR della Toscana ha accolto il ricorso presentato dai genitori di una studentessa con disabilità, annullando la decisione dell’istituto scolastico di non ammetterla alla classe successiva.
Il caso riguarda una scuola di Empoli che, durante gli esami di riparazione, ha sottoposto l’alunna a sole prove scritte, ignorando quanto previsto dal suo PDP.
Il piano, infatti, stabiliva chiaramente la possibilità di sostenere verifiche orali compensative in caso di esiti insufficienti alle prove scritte, eccezion fatta per la disciplina di economia aziendale.
Tuttavia, nelle materie di italiano e matematica, l’istituto non ha garantito questa opportunità, compromettendo di fatto la correttezza della valutazione finale.
Il TAR ha evidenziato come l’omissione delle misure compensative abbia violato il diritto allo studio della studentessa, privandola degli strumenti necessari per esprimere le proprie competenze. Una mancanza che ha inciso in modo determinante sull’esito dell’anno scolastico. Già in fase cautelare, il tribunale aveva disposto l’ammissione con riserva alla classe successiva, provvedimento poi confermato in sede definitiva.
A rafforzare la decisione dei giudici è intervenuto anche un elemento successivo: dopo il trasferimento in un altro istituto, la studentessa ha frequentato con profitto il secondo anno, dimostrando di poter affrontare il percorso scolastico senza particolari criticità.
Alla luce di quanto emerso, il TAR ha dichiarato illegittima la bocciatura e ha ordinato l’ammissione definitiva della studentessa alla classe successiva, condannando l’istituto scolastico al pagamento delle spese processuali.
Il TAR chiarisce: le misure compensative previste dal PDP valgono anche negli esami di riparazione
La recente sentenza del TAR Toscana n. 1276/2025 rappresenta un punto fermo importante per il diritto allo studio degli studenti con bisogni educativi speciali. I giudici amministrativi, accogliendo il ricorso dei genitori di una studentessa con disabilità, hanno annullato la bocciatura disposta da un istituto scolastico di Empoli, stabilendo che la scuola ha violato il Piano Didattico Personalizzato (PDP) non applicando le misure compensative previste.
La decisione chiarisce in modo inequivocabile che la compensazione orale, se prescritta dal PDP, deve essere garantita anche in sede di esami di riparazione dei debiti scolastici. Nel caso in esame, l’alunna era stata sottoposta esclusivamente a prove scritte in italiano e matematica, nonostante il PDP prevedesse esplicitamente la possibilità di svolgere verifiche orali compensative, salvo che per economia aziendale.
Il TAR ha rilevato che questa omissione ha pregiudicato la legittimità della valutazione finale, ledendo il diritto dell’alunna a una verifica equa delle proprie competenze. Un principio confermato anche dal fatto che, dopo il trasferimento in un nuovo istituto, la studentessa ha affrontato con successo l’anno scolastico successivo.
Con questa sentenza, si consolida un principio giuridico fondamentale: le misure previste dal PDP non sono facoltative né limitate ai soli momenti ordinari della valutazione, ma si estendono a tutte le fasi dell’anno scolastico, compresi gli esami per il recupero dei debiti. Le scuole sono quindi tenute a rispettare integralmente quanto stabilito nei piani personalizzati, pena l’invalidazione degli atti valutativi.