Se una certificazione di DSA arriva alla scuola ad anno scolastico inoltrato o a poche settimane dalla fine della scuola, la scuola è tenuta a redigere il PDP in ogni caso?

 

Secondo l’ Accordo Stato-Regioni del 2012  la prima certificazione diagnostica per i DSA , è stabilito che “La diagnosi di DSA deve essere prodotta in tempo utile
per l’attivazione delle misure didattiche e delle modalità di valutazione previste, quindi, di norma, non oltre il 31 marzo per gli alunni che frequentano gli anni terminali di ciascun ciclo scolastico, in
ragione degli adempimenti connessi agli esami di Stato. Fa eccezione la prima certificazione diagnostica, che è prodotta al momento della sua formulazione, indipendentemente dal periodo dell’anno in cui ciò avviene
(art. 1 c. 3).

L’alunno deve quindi essere considerato a tutti gli effetti uno studente con DSA fin dal momento in cui la famiglia deposita la certificazione presso la segreteria scolastica.

Da quel momento si applicano le tutele previste dalla Legge 170/2010, anche se il Piano Didattico Personalizzato (PDP) non è stato ancora approvato. Non è infatti il PDP ad attivare la legge: esso ha il compito di esplicitare e formalizzare le metodologie didattiche e gli strumenti che la scuola intende adottare.

Quanto tempo ha la scuola per redigere il PDP se la certificazione arriva ad anno scolastico inoltrato?

Nessuna norma stabilisce un termine preciso entro il quale il PDP debba essere redatto nel caso di certificazioni sopraggiunte durante l’anno scolastico.

Per le certificazioni presentate all’inizio dell’anno scolastico, la normativa concede generalmente alla scuola fino a tre mesi di tempo per la predisposizione del PDP. Questo periodo è giustificato dalla necessità, per i docenti, di osservare l’alunno e conoscerne le caratteristiche, così da individuare le strategie didattiche più adeguate. Naturalmente il PDP può essere predisposto anche prima, e ciò sarebbe auspicabile, per evitare che lo studente rimanga senza un piano formalizzato per gran parte del primo quadrimestre. Va comunque ricordato che non rimane privo di tutele, poiché queste derivano direttamente dalla consegna della certificazione alla scuola.

Se invece la certificazione viene presentata a dicembre, gennaio o in un altro momento avanzato dell’anno scolastico, il Consiglio di Classe conosce già lo studente e le sue modalità di apprendimento. In tali casi non sussiste la stessa esigenza di un lungo periodo di osservazione e il PDP può essere predisposto in tempi più rapidi.

Cosa accade se la certificazione arriva a fine anno, magari poco prima degli esami?

Se la certificazione viene presentata a ridosso della conclusione dell’anno scolastico, poco prima degli esami di fine ciclo, e non vi sono i tempi tecnici necessari per redigere e approvare un PDP, quest’ultimo potrebbe non essere predisposto. Ciò non significa però che lo studente perda le tutele previste dalla normativa: le misure e gli strumenti a cui ha diritto dovranno comunque essere garantiti agli esami.

È superfluo ricordarlo, ma forse no: se le certificazioni arrivano a fine anno, la colpa non va attribuita alle famiglie che cercano un modo per scongiurare la bocciatura, come si sente dire da molti docenti.
Spessissimo, quelle famiglie hanno richiesto un accertamento diagnostico mesi, se non anni, prima. Le ASL di quasi tutte le regioni hanno liste d'attesa che arrivano anche a 18-24 mesi e, in alcune, persino oltre.
E se lo studente è stato messo in lista di attesa dall’ASL o sta facendo i test, ma ancora non è in possesso  di nessuna certificazione?

Anche se manca una certificazione, è possibile attivare fin da subito misure di supporto basate sulla segnalazione del sospetto DSA. Questa può essere fatta dalla scuola oppure da un professionista privato che ha già svolto una valutazione, anche se non ancora formalmente riconosciuta.

La normativa italiana, in particolare la Circolare MIUR sui BES n 8 del 6-3-2013  , sottolinea l’importanza di adottare strumenti compensativi e misure dispensative anche in presenza di una semplice segnalazione, al fine di non penalizzare lo studente in attesa della diagnosi ufficiale.

In pratica, la scuola può (e dovrebbe) elaborare un PDP (Piano Didattico Personalizzato) provvisorio, aggiornandolo una volta ricevuta la certificazione.

Questo permette allo studente di affrontare l’anno scolastico con il supporto necessario e con valutazioni più eque, anche in fase di scrutinio finale.

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