Sempre più spesso accade che, quando un educatore è assente, la cooperativa responsabile del servizio non provveda a inviare un sostituto.
Questa mancanza crea un vuoto assistenziale significativo, soprattutto per gli studenti che necessitano di supporto continuo per partecipare pienamente alla vita scolastica.
Di fronte a queste situazioni, la scuola si trova costretta ad adottare soluzioni alternative, che però non sempre risultano adeguate.
Le opzioni principali sono due:
- cercare di sopperire con le risorse interne, redistribuendo il personale disponibile;
- chiedere alla famiglia di modificare l’orario di frequenza dello studente, facendolo entrare più tardi o uscire prima nelle ore non coperte dall’educatore.
Entrambe le soluzioni, pur essendo spesso inevitabili, rischiano di compromettere il diritto allo studio e alla piena inclusione.
È importante ricordare che il servizio educativo è gestito dalla cooperativa sulla base di una convenzione stipulata con il Comune.
Proprio in questo documento dovrebbero essere chiaramente definiti gli obblighi della cooperativa, inclusi quelli relativi alla sostituzione del personale assente.
La mancata copertura delle ore previste potrebbe quindi configurare una carenza nel rispetto degli impegni contrattuali.
Per garantire un reale diritto all’inclusione, è fondamentale che tutti gli attori coinvolti — scuole, cooperative e amministrazioni locali — operino in modo coordinato e responsabile, assicurando continuità e qualità nel servizio educativo.
Solo così sarà possibile tutelare concretamente gli studenti più fragili e le loro famiglie.