Negli ultimi anni si registra una tendenza sempre più evidente nelle scuole italiane: cresce il numero di docenti che rifiutano di accompagnare le classi nelle gite scolastiche, soprattutto quando si tratta di viaggi di istruzione di più giorni. Una scelta che, a prima vista, può sorprendere famiglie e studenti, ma che affonda le radici in motivazioni complesse e strutturali.
Accompagnare le classi nelle uscite didattiche non è un obbligo per gli insegnanti.
Le gite rappresentano da sempre un momento fondamentale del percorso formativo: favoriscono la socializzazione, l’apprendimento esperienziale e l’autonomia degli studenti. Tuttavia, dietro l’organizzazione di un viaggio scolastico si nasconde un carico di responsabilità e di lavoro spesso sottovalutato.
1. Ore e ore di lavoro extra non retribuito
Uno dei motivi principali riguarda il carico di lavoro aggiuntivo che grava sugli insegnanti accompagnatori.
Organizzare una gita non significa semplicemente “andare in viaggio” con la classe. Comporta:
- Pianificazione dettagliata dell’attività didattica e logistica
- Raccolta autorizzazioni e gestione dei rapporti con le famiglie
- Coordinamento con agenzie di viaggio, strutture ricettive e trasporti
- Preparazione di elenchi, modulistica, assicurazioni e piani di emergenza
A questo si aggiunge la sorveglianza continua degli studenti, che non si limita alle ore diurne. Nei viaggi di più giorni, gli insegnanti sono responsabili anche durante la notte, nei momenti liberi, negli spostamenti e nei tempi non strutturati.
Di fatto, si tratta di un impegno che può superare ampiamente l’orario di servizio ordinario, senza un riconoscimento economico.
Molti docenti percepiscono questa richiesta come un sacrificio professionale e personale non adeguatamente valorizzato.
Quanti di voi lavorerebbero gratis per molte ore per più giornate ma avendo tutte le responsabilità che questo incarico comporta?
2. La responsabilità penale e la “colpa in vigilando”
Un altro aspetto centrale è quello giuridico. In Italia vige il principio della “colpa in vigilando”, secondo cui l’insegnante è responsabile della vigilanza sugli studenti minorenni affidati alla sua custodia.
Ciò significa che, in caso di incidente o comportamento pericoloso di uno studente, il docente può essere chiamato a rispondere civilmente e, in alcune circostanze, anche penalmente, se viene accertata una negligenza nella sorveglianza.
Durante una gita, il livello di rischio aumenta inevitabilmente:
- Ambienti non abituali
- Spostamenti in città o luoghi affollati
- Attività sportive o escursioni
- Pernottamenti fuori sede
Anche con la massima attenzione, l’imprevedibilità dei comportamenti adolescenziali può generare situazioni critiche. Molti insegnanti vivono quindi il viaggio di istruzione non come un momento sereno, ma come un periodo di forte stress e tensione, consapevoli delle possibili conseguenze legali.
3. Il docente accompagnatore è responsabile anche dei beni e delle strutture coinvolte nel viaggio
Il docente accompagnatore è responsabile, non solo l’incolumità degli studenti, ma devono vigilare anche su beni e strutture coinvolte nel viaggio:
- Musei e siti archeologici;
- Alberghi e ristoranti;
- Mezzi di trasporto.
4. La gestione sanitaria e gli studenti con disabilità
Un ulteriore elemento riguarda la gestione sanitaria degli studenti, in particolare quelli con disabilità o con patologie specifiche.
Negli ultimi anni è aumentata l’attenzione all’inclusione scolastica, un valore fondamentale del sistema educativo italiano. Tuttavia, durante una gita:
- Possono essere necessarie somministrazioni di farmaci
- Possono verificarsi emergenze mediche
- Possono emergere bisogni assistenziali complessi
Non sempre i docenti hanno una formazione sanitaria adeguata per affrontare situazioni di questo tipo. Inoltre, la presenza di studenti con bisogni complessi richiede spesso un supporto aggiuntivo (educatori, personale specializzato) che non sempre viene garantito in modo strutturato.
Questo scenario aumenta ulteriormente il senso di responsabilità e il timore di non essere sufficientemente tutelati.
Il rischio di un progressivo abbandono delle gite scolastiche
Se le condizioni attuali non cambieranno — in termini di tutele legali, riconoscimento economico e supporto organizzativo — il rischio concreto è una progressiva riduzione dei viaggi di istruzione.
Già oggi molte scuole faticano a trovare docenti disponibili ad accompagnare le classi. In alcuni casi, i consigli di classe sono costretti a rinunciare alle uscite di più giorni per mancanza di accompagnatori.