Per quanti anni si può “trattenere” uno studente con disabilità?

Nel sistema scolastico italiano non esiste il concetto di “trattenimento”.

A scuola gli alunni possono essere:

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  • : ossia non ammessi alla classe successiva o all’esame finale, qualora non abbiano raggiunto i livelli di apprendimento previsti.

Questo principio vale anche per gli alunni con disabilità, con una differenza fondamentale:
per loro la valutazione è effettuata in riferimento agli obiettivi stabiliti nel Piano Educativo Individualizzato (PEI).

Qualora lo studente non raggiunga gli obiettivi del PEI, tali obiettivi possono essere rimodulati e adeguati alle sue possibilità.

Per questo motivo, la non ammissione è un evento poco frequente.
Affinché essa possa avvenire, la scuola deve dimostrare che, nonostante l’adeguamento degli obiettivi, lo studente non sia comunque riuscito a raggiungerli e che le valutazioni risultino pertanto negative.

La decisione sulla promozione o sulla non ammissione spetta esclusivamente al consiglio di classe; i genitori non hanno potere decisionale in merito, pur essendo parte attiva nel percorso educativo.

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