Decreto Scuola 2026
È stato pubblicato, dopo la firma del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, mercoledì 30 settembre sulla Gazzetta Ufficiale il decreto scuola (decreto n.170), approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 24 settembre, che introduce una serie di interventi sul sistema di istruzione.
Dopo l’entrata in vigore, prevista per giovedì 1 ottobre, il provvedimento sarà trasmesso al Parlamento per la conversione in legge entro 60 giorni. Durante il percorso alle Camere, ricordiamo, il testo potrà essere modificato sia dal governo che dai gruppi parlamentari.
Alunni con disabilità
PEI aggiornato solo in presenza di nuovi elementi (art.1)
Il PEI non dovrà più essere rinnovato ogni anno per prassi, ma sarà aggiornato soltanto in presenza di effettive novità cliniche o didattiche.
La norma stabilisce tempi diversi a seconda della storia scolastica dell’alunno: per chi è al primo anno o ha ottenuto una nuova certificazione, la tabella di marcia prevede una stesura provvisoria a giugno e la chiusura del documento definitivo entro il 15 ottobre. Per gli studenti che proseguono invece il loro percorso nella stessa scuola, il PEI definitivo dovrà essere pronto già prima dell’estate, a giugno, con una finestra per eventuali ritocchi e correzioni concentrata nelle prime due settimane di ottobre. Resta comunque la possibilità di aggiornare il piano anche durante l’anno se le condizioni dell’alunno dovessero cambiare.
Sul fronte delle ore di sostegno, il testo punta a proteggere la continuità didattica. Quando si passa da un anno all’altro all’interno dello stesso ciclo scolastico, la priorità sarà confermare il monte orario dell’anno precedente, a meno che non ci siano motivate ragioni per modificarlo. I calcoli verranno invece riesaminati da capo nei passaggi chiave, come il cambio di grado (ad esempio nel passaggio dalle medie alle superiori). Inoltre, la richiesta delle ore non sarà più una semplice indicazione generale, ma dovrà essere espressamente motivata all’interno del piano.
Infine, arriva una stretta sui tempi di approvazione per evitare blocchi o ritardi. Il Gruppo di Lavoro Operativo — l’organismo composto da docenti, specialisti e famiglie che definisce il piano d’aiuto — potrà approvare il PEI anche se uno dei suoi membri risulta assente, a patto che sia stato regolarmente convocato. In questo modo si punta a evitare che l’assenza di un singolo componente fermi l’iter burocratico e ritardi l’attivazione delle tutele per lo studente.
Integrazione e lingua italiana
A partire dall’anno scolastico 2027/2028, scattano nuove regole per la formazione delle classi prime nelle scuole elementari, medie e superiori, con l’obiettivo di garantire una composizione più equilibrata e favorire l’integrazione degli alunni stranieri.
Il limite del 30% per classe (art.13)
Nelle classi prime si applica un tetto massimo del 30% di studenti stranieri, calcolato solo su chi non ha svolto un percorso di studi pregresso in Italia:
- Scuola primaria: il limite del 30% riguarda gli alunni senza cittadinanza italiana che non sono nati in Italia o che non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia.
- Scuola secondaria (Medie e Superiori): il limite si applica agli studenti stranieri che non hanno frequentato con successo almeno tre anni scolastici nel sistema di istruzione italiano.
Per le iscrizioni in corso d’anno o nelle classi successive alla prima, la regola della distribuzione equilibrata entra in vigore in anticipo, già dall’anno scolastico 2026/2027.
Che succede se le iscrizioni superano il limite?
Se una scuola riceve troppe domande rispetto alla soglia consentita:
- Ridistribuzione tra scuole vicine: Gli Uffici scolastici territoriali provvederanno a distribuire gli studenti tra i plessi della zona, coordinandosi con i dirigenti.
- Tutela delle famiglie: Gli spostamenti terranno conto della vicinanza a casa e di particolari esigenze familiari (come l’assistenza a familiari con disabilità grave o altri impedimenti documentati).
- Fondi per il potenziamento linguistico: Per le scuole che non riusciranno a rispettare il tetto del 30% neanche dopo la riorganizzazione, il Ministero stanzia un fondo speciale (3,4 milioni di euro nel 2027 e oltre 14 milioni all’anno dal 2028). Questi soldi serviranno a finanziare corsi pomeridiani ed extracurricolari di italiano, realizzati anche in collaborazione con i CPIA, enti del Terzo Settore o realtà locali.
- Si supera l’automatismo dell’assegnazione basata sul dato anagrafico, trasferendo agli organi collegiali della scuola (in questo caso il Collegio dei docenti) la competenza esclusiva nel determinare il percorso e l’anno di studio più idonei per l’alunno di cittadinanza non italiana.
Un referente per supportare le famiglie
Per evitare che l’applicazione delle norme ostacoli il diritto allo studio, ogni Ufficio scolastico territoriale individuerà un referente per le iscrizioni. La figura avrà il compito di fare da tramite tra la burocrazia e le famiglie, aiutando a gestire le assegnazioni nei casi più complessi.
Corsi di italiano per i genitori e sanzioni per chi rifiuta (art.12)
Per evitare che la mancanza di comunicazione con i genitori comprometta il percorso di studio o il comportamento dei ragazzi, la scuola avrà il compito di segnalare ai servizi sociali le famiglie straniere con gravi e persistenti difficoltà con la lingua italiana. A quel punto, i servizi sociali predisporranno un piano d’aiuto su misura per la famiglia che comprenderà la frequenza di un corso gratuito di italiano presso i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti.
L’obiettivo è far raggiungere ai genitori un livello minimo di padronanza della lingua (il livello A2). Saranno esentati solo i genitori affetti da disabilità, gravi patologie o particolari impedimenti lavorativi documentati. Per chi rifiuta di seguire il corso senza una valida giustificazione (salute o cause di forza maggiore), e ignora il sollecito formale ad adempiere, scatterà una multa che va da 200 a 1.000 euro, irrogata direttamente dal Prefetto.
Sicurezza e comportamento
Stop al volto coperto tra i banchi (art.12 comma 4)
L’altra novità riguarda l’obbligo di identificabilità all’interno degli istituti: diventa espressamente vietato partecipare a qualsiasi attività scolastica, sia durante le lezioni sia nei laboratori o nei rientri pomeridiani, presentandosi con il volto coperto o non riconoscibile. Le uniche deroghe ammesse riguardano motivi di salute o specifiche esigenze didattiche. Chi infrange la regola andrà incontro a una sanzione pecuniaria da 200 a 1.000 euro. Se a violare la norma sarà uno studente minorenne, la multa verrà notificata ai genitori. L’accertamento dell’infrazione spetterà al preside, mentre le scuole dovranno adeguare i propri regolamenti interni a queste nuove direttive.
Nuove denominazioni per istituti tecnici e professionali (art.9)
Gli Istituti Tecnici assumono la denominazione di “Licei Tecnologici”; gli Istituti Professionali quella di “Licei Professionali”. La variazione si applica a tutte le disposizioni normative vigenti e ai cataloghi degli indirizzi di studio territoriali.
I Licei Tecnologici si suddividono in due macro-settori principali:
- Settore economico: include gli indirizzi dedicati all’amministrazione, finanza e marketing, oltre al percorso focalizzato sul turismo.
- Settore tecnologico-ambientale: raccoglie una vasta gamma di specializzazioni orientate alle scienze applicate, all’industria e al territorio. Vi rientrano i percorsi in agraria, agroalimentare e agroindustria; chimica; costruzioni, ambiente e territorio; elettronica ed elettrotecnica; grafica e comunicazione; informatica e telecomunicazioni; meccanica, meccatronica ed energia; sistema moda; e infine trasporti e logistica.
I Licei Professionali, con una spiccata vocazione per le competenze operative e le filiere produttive del Paese, propongono un panorama articolato di indirizzi:
- Ambiente, territorio e risorse primarie: percorsi dedicati all’agricoltura, sviluppo rurale e gestione delle risorse forestali e montane; alla pesca commerciale e produzioni ittiche; e alla gestione delle acque con relativo risanamento ambientale.
- Industria, artigianato e manutenzione: indirizzi focalizzati sull’industria e l’artigianato per il Made in Italy e sulla manutenzione e assistenza tecnica.
- Servizi al cittadino, cultura e commercio: percorsi rivolti ai servizi commerciali; all’enogastronomia e ospitalità alberghiera; ai servizi culturali e dello spettacolo; e ai servizi per la sanità e l’assistenza sociale.
- Arti ausiliarie delle professioni sanitarie: due indirizzi specifici dedicati rispettivamente alle figure di odontotecnico e di ottico.
Un’ora di latino facoltativa alla scuola media (art.3 comma 2)
A partire dall’anno scolastico 2027/2028, per gli studenti delle scuole medie (a partire dalla seconda classe) arriverà una novità: la possibilità di frequentare un corso facoltativo di Latino per l’educazione linguistica. Si tratterà di un’ora in più alla settimana, per un totale di 33 ore all’anno.
A insegnarlo saranno i professori di italiano e storia delle medie (classe di concorso A-12), a patto che abbiano sostenuto nel loro percorso universitario almeno un esame annuale (o due semestrali) di lingua o letteratura latina, oppure ottenuto almeno 12 crediti (CFU) nella materia.
I docenti parteciperanno anche alla valutazione degli studenti che decideranno di seguire il corso. Infine, il testo precisa che la novità verrà introdotta senza costi aggiuntivi per lo Stato, utilizzando le risorse, gli spazi e il personale già a disposizione delle scuole.
Diritto allo studio e contrasto alla dispersione
Diritto allo studio (art.4 comma 1, 2)
Aiuti straordinari per i libri di testo gratuiti (2026): Per il 2026 vengono stanziati 21 milioni di euro in più per il fondo destinato alla fornitura (totale o parziale) dei libri di testo scolastici a favore delle famiglie con redditi più bassi. Le risorse verranno distribuite sul territorio con le consuete modalità già in uso.
Contributi per le famiglie: tetto ISEE più alto e nuova gestione (dal 2027): Cambiano le regole per il fondo di sostegno alle famiglie per il materiale e le spese scolastiche. La gestione passa direttamente al Ministero dell’Istruzione e del Merito (non più al Ministero dell’Interno) con un budget stabilizzato di 20 milioni di euro all’anno a partire dal 2027.
Vengono inoltre introdotti due importanti aggiornamenti:
- Soglia ISEE più alta: Può accedere chi ha un ISEE fino a 40.000 euro (prima il limite era fissato a 30.000 euro).
- A chi spetta: Il contributo sarà destinato agli studenti iscritti alla prima media (prima classe della secondaria di primo grado) e alla prima e terza superiore (classi prime e terze della secondaria di secondo grado).
Altre misure
Il decreto è molto ampio contiene molte altre cose tra le quali:
- Lotta alla dispersione scolastica
- contrasto al cyberbullismo e alla violenza di genere.
- misure riguardanti il PNRR,
- le università,
- la ricerca
- le assunzioni nella pubblica amministrazione.