Maturità 2026: Decreto Scuola approvato dal governo, ecco tutte le misure approvate

Aggiornamento 28 ottobre 2025

Approvato definitivamente da parte del Parlamento il decreto scuola (il n.127/2025). L’aula di Montecitorio ha approvato con 138 voti voti favorevoli, 91 contrari e 9 astenuti. Dopo l’ok di Senato e Camera si attende la pubblicazione della legge di conversione in Gazzetta Ufficiale, poi il provvedimento entrerà ufficialmente in vigore.


Aggiornamento 9 settembre 2025
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il Decreto-Scuola 127 del 9 settembre 2025, entra in vigore dal 10 settembre e dovrà essere convertito in legge entro l’8 novembre.

 

DL modificati dal DL 127 – 2025:

  • DL 62 del 2017 (versione modificata QUI
  • DL 150 del 2024
  • DL 226 del 2005
  • DL 145 del 2018
  • DL 107 del 2015
  • altri

Con l’approvazione del nuovo Decreto Scuola, il Consiglio dei Ministri ha introdotto una riforma che segna il ritorno ufficiale della denominazione “Esame di Maturità” 

Il decreto ridisegna la struttura delle commissioni d’esame, che saranno costituite da:

  • un presidente esterno,
  • due commissari esterni
  • due commissari interni
Viene introdotto il principio secondo cui l’esame risulta validamente sostenuto solo se lo studente affronta tutte le prove previste:
  • 1ª prova scritta italiano
  • 2ª prova di indirizzo (sarà modificata) 
  • 3ª prova scritta (solo per alcuni indirizzi)
  • il colloquio orale (solo su 4 materie) 

Ogni anno un decreto del Ministro stabilirà le discipline della seconda prova e delle quattro materie su cui verterà il colloquio (uscita del decreto a gennaio). 

Tra le novità, l’obbligo di sostenere regolarmente l’orale: gli studenti che sceglieranno la “scena muta” verranno dichiarati “non maturi” anche se avevano abbastanza punti per essere promossi. 

Su questo punto si sono concentrate numerose critiche, da parte di chi la considera una misura repressiva volta a punire coloro che esprimono il proprio dissenso. L’esame sarà ritenuto valido solo se lo studente avrà portato a termine tutte le prove: si tratta della contromisura voluta dal Ministro Valditara dopo i casi, registrati lo scorso anno scolastico, da studenti che avevano scelto di non rispondere alle domande della commissione per protestare contro il sistema dei voti. 
Nei fatti, però, questa modifica appare problematica. Anzitutto perché non è chiaro come potrà essere applicata: la riforma stabilisce che verrà bocciato chi si rifiuta di rispondere “deliberatamente”, cioè in modo consapevole e ostinato, ma resta difficile capire come distinguere uno studente che tace perché non conosce le risposte da uno che sceglie volontariamente di non rispondere.

Ogni anno un decreto del Ministro stabilirà le discipline della seconda prova e le quattro materie su cui verterà il colloquio (uscita del decreto a gennaio)

Addio al documento iniziale che, a partire dalla riforma del 2017, dava il via alla discussione dell’orale, ci sarà un orale diverso che ricorda un po’ quello che si faceva negli anni 80,  viene introdotto un elaborato critico di cittadinanza attiva, collegato al voto di condotta e allo scrutinio finale.

 
I risultati delle prove Invalsi saranno inseriti nel curriculum in forma descrittiva, solo dopo l’esame di Maturità, con l’obiettivo di chiarirne il valore principalmente orientativo.
 

La commissione è chiamata a valutare in modo integrato le conoscenze e la capacità critica del candidato, considerando anche l’impegno dimostrato nel percorso scolastico e nelle attività meritevoli svolte al di fuori delle aule.

PUNTI BONUS: i commissari potranno attribuire 3 punti bonus (non più 5),ma solo a chi raggiunge fra prove e crediti un punteggio di almeno 97 centesimi. 

E' proprio la novità dei 3 punti bonus che i voti finali della maturità finale dell'a.s. 2025/26 risulteranno più bassi, in quanto fino allo scorso anno scolastico i punti erano 5 e potevano essere assegnati ai candidati che arrivavano almeno a 80 punti, da questo anno i punti bonus saranno solo 3 e potranno essere assegnati solo ai candidati che arriveranno al punteggio di 97.

Il Ministero ha previsto anche una specifica formazione per i commissari, con l’obiettivo di garantire omogeneità e maggiore serietà nella valutazione.

Quando uscirono le prime notizie sul decreto fu detto anche che: i risultati dei due scritti non sarebbero stati pubblicati prima dell'orale del maturando ma solo dopo la prova orale, ma in realtà il decreto non ne fa menzione.

Formazione scuola-lavoro e gite più sicure

Cambia anche la denominazione dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO), che tornano a chiamarsi  “Formazione scuola-lavoro”, per sottolinearne maggiormente la finalità educativa e il legame con il mondo produttivo.

Viaggi di istruzione

In tema di sicurezza, nuove disposizioni riguardano i viaggi di istruzione e le uscite didattiche: le gare d’appalto premieranno gli operatori che offriranno i più alti standard di sicurezza dei mezzi e dei conducenti, con particolare attenzione all’accessibilità per studenti con disabilità.

Edilizia scolastica

Sul fronte dell’edilizia scolastica, le risorse residue originariamente destinate a locazioni o strutture temporanee potranno essere utilizzate anche per trasporti e arredi, al fine di garantire la piena funzionalità degli edifici.

Percorso scolastico

Il decreto trasforma in misura strutturale la sperimentazione del modello 4+2, che prevede quattro anni per il diploma tecnico o professionale e due anni successivi presso gli ITS Academy. Con questa scelta, 280 istituzioni scolastiche già coinvolte nella fase sperimentale potranno consolidare e ampliare i percorsi, in collegamento diretto con il sistema produttivo e i fabbisogni tecnologici del Paese.

 

Amplia le possibilità di utilizzo dei fondi PNRR per l’edilizia scolastica, includendo spese per trasporti studenteschi e arredi didattici.

La diminuzione dei membri delle commissioni esaminitrici porterà un risparmio per le casse del Ministero di 15 milioni, che andranno all’assicurazione integrativa anche ai docenti a tempo determinato.

Parallelamente, il Governo ha stanziato 240 milioni di euro una tantum da destinare al contratto della scuola.

Ulteriori risorse finanzieranno percorsi di formazione per i docenti, in particolare per i commissari impegnati nella prossima sessione d’esame.

Viene garantisce il finanziamento della Scuola europea di Brindisi per il 2026.

 

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