Con la circolare del 4 ottobre 2018, il MIUR ha ufficializzato importanti novità per l’esame di Stato a partire dalla Maturità 2019.
Tra i cambiamenti principali, spicca l’eliminazione del saggio breve, una delle tipologie di scrittura più apprezzate dagli studenti negli ultimi anni.
Al suo posto è stato introdotto il testo argomentativo (Tipologia B), che prevede tre tracce, ciascuna legata a un ambito tematico diverso. A differenza del saggio breve, che proponeva più documenti da consultare, ora gli studenti dovranno partire da un solo testo fornito dal Ministero per ogni traccia.
Il nuovo formato si articola in due parti: nella prima, si risponde a 4-5 domande di comprensione; nella seconda, si sviluppa un’argomentazione personale, esprimendo una tesi e sostenendola con ragionamenti basati non solo sulle proprie conoscenze scolastiche, ma anche su esperienze di lettura e riflessioni individuali.
Perché è stato eliminato il saggio breve?
La scelta di rimuovere il saggio breve nasce dalla volontà di rinnovare le prove scritte, rendendole più efficaci nel valutare le competenze degli studenti. Due le principali criticità che hanno portato a questa decisione:
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Uso eccessivo delle fonti: l’abbondanza di citazioni spingeva molti studenti a scrivere testi assemblati (i cosiddetti “centoni”), rendendo difficile valutare la loro capacità di costruire un discorso personale e coerente.
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Argomenti troppo specialistici: spesso le tracce richiedevano conoscenze approfondite o specifiche, penalizzando chi non aveva avuto modo di documentarsi adeguatamente, e favorendo risposte generiche o superficiali.
Con l’introduzione del testo argomentativo, si punta a valorizzare la riflessione critica e la capacità di esprimere opinioni motivate, elementi sempre più centrali nella formazione scolastica.