Genitori: cosa fare e cosa chiedere durante il primo GLO

Spesso, durante i colloqui scolastici o nei documenti ufficiali, ci si imbatte in parole rassicuranti come “didattica inclusiva“, “strumenti compensativi”, “didattica differenziata” o “progetto personalizzato”.

Possono sembrare concetti positivi e risolutivi, e molti genitori, sentendoseli dire, si tranquillizzano e lasciano correre.

Ma attenzione: non basta che suonino bene.

Serve capire cosa significano davvero e, soprattutto, quali conseguenze comportano per il proprio figlio.

Chiedete sempre spiegazioni precise

Non abbiate paura di fare domande.

 

Di cosa discutere prima e durante il GLO che deve essere inserito nel PEI:

  • Qual è il percorso educativo previsto? A-B o C? Cosa comporta il Percorso C
  • Quali sono gli obiettivi formativi? (Si parte da A per arrivare a…G …T …  Z?
  •  Quali sono gli step intermedi tra il punto di partenza e quello di arrivo?
  • possibilità di omettere contenuti non essenziali
  • qual è la strategia didattica ed educativa che si intente mettere in campo? Indicare materia per materia
  • Quante ore di sostegno e di educativa: verificare che siano indicate con precisione, in coerenza con la certificazione e con quanto realmente necessario.
  • stabilire come saranno strutturate le verifiche, siano esse cartecee o digitali (se lo studente usa il PC)
  • se ha necessita che vengano spiegate le consegne, altro
  • uso di strumenti compensativi: mappe, tabelle grammaticali, formulari, calcolatrice, ecc… (qui una lista di strumenti che si possono usare a seconda dei bisogni dello studente) 
  • come devono avvenire le comunicazioni scuola (insegnante di sostegno) e famiglia
  • a chi spetta l’assistenza igienica
  • come organizzarsi per gite-uscite di istruzione: se ci sono necesità particolari queste devono essere affrontate prima di organizzare  un’uscita
  • eventuale uscita autonoma dalla scuola
  • eventuale somministrrazione di farmaci in orario scolastico: chi la deve somministrare e come
  • eventuali barriere architettoniche dell’edificio scolastico
  • chiedere che ogni decisione sia verbalizzata e che il documento finale venga firmato solo dopo un’attenta rilettura
  • eventuali attività fuori classe: perché si fanno, quale obiettivo, attività singole o di gruppo, con quali insegnanti
  • i genitori devono mantenere un atteggiamento collaborativo ma fermo sui diritti dalla normativa.

Deve essere ben chiaro:

  • Cosa si fa  a scuola?
  • Cosa va fatto a casa?
  • Come famiglia, come si può sostenere al meglio il prorpio figlio?

Bisogna leggere attentamente ogni pagina

Non basta leggere velocemente un PEI. Non vi accontentate di una lettura superficiale. Prendetevi tempo: non 15 minuti, ma due ore, o meglio fatevi dare in anticipo copia del PEI per leggerlo a casa con tranquillità , interpellare il clinico che segue vostro figlio se necessario, leggere attentamente riga per riga per poi andare al GLO preparati e con domande già chiare ed eventuali richieste di corregione.

Quindi, le parole possono rassicurare, ma è la sostanza che conta.

Il diritto all’istruzione passa anche attraverso la consapevolezza dei genitori.

Solo così si costruisce davvero un percorso educativo efficace, trasparente e rispettoso dei bisogni del bambino/ragazzo.

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