ADI è un acronimo che viene usato per due prestazioni a sostegno di persone e famiglie con frgilità, quindi spesso vengono confusi fra loro, ma sono 2 cose completamente diverse.
ADI Assistenza Domiciliare Integrata
È un servizio sanitario e socio-assistenziale rivolto a persone non autosufficienti (anziani, disabili, malati cronici o pazienti che hanno bisogno di cure dopo una dimissione ospedaliera).
L’Aiuto ADI consiste nel ricevere a casa cure e supporto da un’équipe composta, a seconda dei bisogni, da:
- Medici (medico di base o specialisti)
- Infermieri (per medicazioni, terapie, controlli)
- Fisioterapisti (per la riabilitazione)
- Operatori socio-sanitari (OSS) o assistenti domiciliari (per igiene personale, aiuto nelle attività quotidiane)
- Assistenti sociali (per orientamento e supporto alla famiglia).
👉 L’obiettivo è evitare o ridurre i ricoveri in ospedale, permettendo alla persona di essere curata e seguita direttamente a casa, con un piano personalizzato.
Chi può attivare l’assistenza?
Il servizio può essere segnalato o richiesto da diverse figure:
- Medico di Medicina Generale (MMG) o Pediatra di libera scelta
- Medico ospedaliero, ad esempio in fase di dimissione protetta
- Assistente sociale
- Il paziente stesso o un suo familiare
ADI Assegno di Inclusione , anche noto come “reddito di inclusione”
L’Assegno di inclusione è una misura di sostegno economico diretto (non un servizio) introdotta a partire dal 1° gennaio 2024, in sostituzione del Reddito di Cittadinanza.
- È un sussidio destinato a nuclei familiari in condizioni di fragilità (es. presenza di minorenni, disabili, persone con più di 60 anni, o soggetti svantaggiati in carico ai servizi socio-sanitari)
- Prevede un contributo mensile erogato tramite la cosiddetta Carta di inclusione o Carta ADI, con l’importo calcolato sulla base della scala di equivalenza e dell’ISEE
Sono dunque due cose completamente diverse, anche se l’acronimo coincide.
Requisiti per accedere all’ADI (Assegno di Inclusione)
1. Composizione del nucleo familiare (condizione richiesta)
Il nucleo deve includere almeno una delle seguenti figure:
- minore,
- persona con disabilità,
- persona con almeno 60 anni,
- soggetto in condizione di svantaggio inserito in percorsi socio-sanitari certificati.
2. Cittadinanza e residenza
Possono richiedere l’ADI:
- cittadini italiani, cittadini UE o familiari muniti di diritto di soggiorno,
- cittadini extra-UE con permesso per soggiornanti di lungo periodo o protezione internazionale.
Serve la residenza in Italia di almeno 5 anni, di cui almeno 2 consecutivi.
3. Requisiti economico-patrimoniali
- ISEE ≤ 10.140 € annui (soglia aggiornata per il 2025).
- Reddito familiare annuo ≤ 6.500 € (o 8.190 € se il nucleo è composto solo da over 67 o persone con disabilità grave/non autosufficienza) — moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza.
- Se si vive in affitto, la soglia reddituale può salire fino a 10.140 € annui, con una maggiorazione per il contributo sull’affitto.
4. Patrimoni e beni di valore non accessori
- Patrimonio immobiliare (esclusa la prima casa, fino a un valore IMU di 150.000 €): ≤ 30.000 €.
- Patrimonio mobiliare:
- ≤ 6.000 € per il primo componente, aumentato di:
- 2.000 € per ogni componente aggiuntivo (fino a 10.000 €),
- +5.000 € per ogni componente con disabilità,
- +7.500 € per ogni componente con disabilità grave/non autosufficienza.
- Autoveicoli: nessun componente può possedere veicoli immatricolati nei 36 mesi precedenti con cilindrata >1.600 cc (auto) o >250 cc (moto);
sono vietate anche imbarcazioni, navi da diporto o aeromobili (salvo agevolazioni per disabilità).
5. Condizioni soggettive
- Il richiedente non deve avere condanne penali definitive o patteggiamenti nei 10 anni precedenti, né essere sottoposto a misure cautelari.
- Non deve essere disoccupato a seguito di dimissioni volontarie nei 12 mesi precedenti, salvo giusta causa.
6. Impegno richiesto
- Va sottoscritto un Patto di Attivazione Digitale (PAD) tramite la piattaforma SIISL, che prevede un percorso di inclusione sociale e lavorativa.
- I giovani tra 18 e 29 anni che non hanno completato l’obbligo scolastico devono iscriversi a corsi per adulti.