La comunicazione tra scuola e famiglia rappresenta un elemento fondamentale per il successo formativo di tutti gli alunni. Essa assume un ruolo ancora più rilevante nel caso degli studenti con disabilità, in particolare quando il ragazzo è non verbale, poiché la collaborazione e il confronto costante tra insegnanti e genitori diventano strumenti indispensabili per comprendere e sostenere al meglio i suoi bisogni educativi e relazionali.
Tuttavia, in alcuni casi, si riscontra una certa reticenza alla comunicazione da parte di alcuni insegnanti di sostegno: mancano momenti di confronto dedicati, non vengono forniti aggiornamenti sulle attività svolte in classe, sulle reazioni dell’alunno o sui percorsi educativi e gli obiettivi che si intendono perseguire.
Un atteggiamento di chiusura di questo tipo rischia di compromettere la collaborazione scuola–famiglia, elemento essenziale per garantire coerenza educativa, trasparenza e un reale supporto al percorso di crescita dell’alunno. Una comunicazione aperta, regolare e rispettosa è invece la chiave per costruire un’alleanza educativa solida e realmente efficace.
Nelle Linee Guida allegate all DI 182 del 2020 (pag. 5) si fa riferimento preciso alla necessaria collaborazione:
“Nell’ottica di una stretta collaborazione scuola-famiglia è
fondamentale acquisire informazioni sulla vita dell’alunno. Non è infrequente, infatti, che i comportamenti osservati in famiglia differiscano da quelli agiti a scuola, a volte per la diversità dell’approccio adottato nella “presa in carico” dell’allievo. Per questo è sempre bene che scuola e famiglia “si parlino”, scambiando informazioni, punti di vista, modalità di presa in carico, strategie di gestione dei comportamenti problematici, ma anche – se vi è il consenso da parte delle famiglie – notizie sulle terapie, ad esempio, e sull’approccio seguito dagli specialisti, in modo da poter coordinare gli interventi.
Fondandosi su tale spirito di collaborazione, nell’interesse primario dell’alunno/studente, sarà possibile condividere anche obiettivi educativi e didattici, ferma restando la competenza esclusiva dei docenti in tale ambito. Diversamente, si creerebbe una disparità di trattamento con altri allievi, non altrimenti giustificabile. .”
Da notare che non si parla esclusivamente dell’insegnante di sostegno ma di scuola, tutti gli insegnanti del consiglio di classe o del team docenti devono infatti condividere la responsabilità educativa e didattica nei confronti dell’alunno con disabilità.
L’inclusione scolastica è un processo collegiale che richiede partecipazione, coordinamento e corresponsabilità da parte di tutti gli insegnanti, affinché ogni intervento educativo sia coerente, mirato e integrato nel percorso formativo complessivo dello studente.
Modalità di comunicazione tra scuola e famiglia
Le modalità con cui deve avvenire la comunicazione e la collaborazione tra scuola e famiglia non sono stabilite; ciò che è certo, però, è che questa collaborazione deve esserci e deve essere costante, trasparente e finalizzata al benessere dell’alunno.
Gli insegnanti di sostegno adottano diverse modalità di comunicazione, in base alle proprie preferenze e alle esigenze del contesto educativo:
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Comunicazioni telefoniche: alcuni insegnanti scelgono di condividere il proprio numero di telefono per agevolare uno scambio più rapido di informazioni. È tuttavia fondamentale che i genitori ne facciano un uso responsabile, evitando chiamate in orari inappropriati o per motivi di scarsa rilevanza.
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Posta elettronica istituzionale: altri docenti preferiscono utilizzare esclusivamente la mail istituzionale, garantendo così una comunicazione tracciabile, ordinata e rispettosa dei tempi scolastici.
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Confronti brevi a fine giornata: in particolare per gli alunni più piccoli, alcuni insegnanti trovano utile dedicare qualche minuto al termine delle lezioni per un confronto diretto con i genitori.
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Giornale di bordo: in alcuni casi viene adottato un quaderno o diario di comunicazione, dove quotidianamente insegnanti e genitori possono annotare attività svolte, osservazioni e note utili al monitoraggio del percorso educativo.
Qualunque sia la modalità scelta, l’obiettivo resta quello di mantenere un dialogo costruttivo e continuo tra scuola e famiglia, indispensabile per favorire un percorso formativo coerente e condiviso.