Come possono essere strutturate le verifiche per gli studenti con disabilità

Gli studenti con disabilità hanno diritto a forme di verifica “flessibili” che vanno programmate secondo il loro profilo di funzionamento e secondo il percorso adottato (A-B-C).

Nella prassi didattica, agli studenti con disabilità che seguono un percorso personalizzato (Percorso B) vengono somministrate prove che mantengono i medesimi contenuti disciplinari della classe, ma che presentano modifiche nella forma o nella struttura.

Tali adattamenti possono consistere, ad esempio, nella trasformazione di quesiti a risposta aperta in quesiti a risposta chiusa, nella riduzione del numero degli esercizi oppure nella predisposizione di tracce semplificate, questi tipi di modifica non possono essere considerate “identiche” a quelle della classe, pur aveendo gli stessi obiettivi, ma rientrano nella categoria delle prove equipollenti.

Lo studente che nel corso dell’anno scolastico, abbia sostenuto prove equipollenti, avrà diritto a sostenere prove equipollenti anche in sede di Esame di Stato.

In tal senso, il Consiglio di Classe, nel documento del 15 maggio, dovrà fornire alla Commissione d’Esame precise indicazioni sulle modalità di svolgimento delle prove e, in particolare, sulla predisposizione di quelle equipollenti.

Le linee Guida (allegato B) pag. 29, allegate al DI 182/20 forniscono una quadro ben dettagliato di come si potrebbero personalizzare le verifiche per gli studenti con disabilità:

“A partire dalla Scuola primaria, nel campo 8.2 (del PEI ), relativo alla progettazione disciplinare, si chiede di definire le personalizzazioni necessarie anche rispetto alle modalità di verifica adottate nella classe e utilizzate per tutte le discipline.

Tenuto conto degli obiettivi didattici e dei criteri di valutazione stabiliti per ogni disciplina, anche nel caso in cui fossero gli stessi stabiliti per la classe, le personalizzazioni da mettere in atto per la
somministrazione e lo svolgimento delle prove di verifica sono indicate con chiarezza al fine di assicurarsi che la verifica avvenga secondo modalità efficaci ed eque.

È importante garantire l’accessibilità e la fruibilità delle verifiche, specie se prevedono attività legate alla letto-scrittura, aspetto che rientra nella progettazione del contesto inclusivo.

A titolo esemplificativo, si riportano alcune forme di personalizzazione che possono essere  considerate:
− la possibilità di assegnare tempi più lunghi tutte le volte che è richiesto dalle condizioni funzionali o di contesto;
− la riduzione per numero o dimensioni delle verifiche proposte se non è possibile assegnare tempi aggiuntivi;
− l’adattamento della tipologia di prova: colloquio orale anziché prova scritta, a domande chiuse anziché aperte, verifiche strutturate (domande a risposta multipla, vero/falso, testo a completamento etc.) o semistrutturate etc.;
− il ricorso a interventi di assistenza o supporto di vario tipo, più o meno determinanti nell’esito della prestazione, secondo i casi;
− l’uso di strumenti compensativi, nel senso più ampio del termine e comprendendo quindi tutto quello che può servire per ridurre le difficoltà esecutive di vario tipo connesse alla disabilità, comprese quelle di memorizzazione, organizzazione ed espressione dei contenuti e delle competenze da verificare;
sistemi di compensazione tra modalità diverse di verifica, in particolare tra scritto e orale, tra una prova strutturata e non strutturata etc., assicurandosi che un’eventuale difficoltà di
svolgimento non scaturisca dalla mancata comprensione delle consegne e/o da difficoltà nell’applicazione di procedure.

La Sezione 8 si conclude con i campi Revisione, a seguito di Verifica intermedia, che permette di segnalare eventuali modifiche in base a un monitoraggio in itinere, e Verifica conclusiva degli esiti
per tutti gli ordini di scuola.

Come in tutte le sezioni del PEI, quando si parla di verifica conclusiva degli esiti, la valutazione è riferita prioritariamente all’efficacia degli interventi, non solo al raggiungimento degli obiettivi

……………………

In questa fase il GLO verifica, pertanto, se l’impianto complessivo della personalizzazione abbia funzionato o meno, ossia se l’insieme di interventi e di strategie attivati, assieme a quelli destinati
alla realizzazione di un ambiente di apprendimento inclusivo (così come indicato nella Sezione 7), abbia dato i risultati attesi, considerando altresì la verifica degli obiettivi didattici definiti dal team docenti e dal consiglio di classe, ma senza limitarsi al solo aspetto didattico.

La valutazione va, dunque, impostata in un’ottica di miglioramento, al fine di riflettere sul superamento di limiti, difficoltà e barriere, senza soffermarsi soltanto sulle criticità rilevate”.

Vedere anche:

 

Cosa si intende per prove Equipollenti

Quali sono gli strumenti compensativi e dispensativi da utilizzare e che si possono inserire nel PEI

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