Chi deve predisporre la “bozza” del documento da discutere poi al GLO?

La responsabilità della redazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI) è un documento di competenza della scuola. A redigerlo sono gli insegnanti del Consiglio di Classe (o il team docente nella scuola primaria).

Nella prassi, tuttavia, l’elaborazione concreta del documento viene spesso affidata al docente di sostegno, sebbene nessuna normativa preveda che sia un suo compito esclusivo.

Accade frequentemente che i docenti curricolari non partecipino in modo attivo alla compilazione del PEI, nonostante questo sia richiesto dalle normative vigenti.

Ciò risulta particolarmente critico nei casi in cui l’insegnante di sostegno sia arrivato da poco nella classe (spesso le nomine vengono confermate con notevole ritardo rispetto all’inizio delle lezioni), oppure quando siano state assegnate poche ore e non vi sia stato il tempo necessario per conoscere adeguatamente lo studente prima del primo incontro del Gruppo di Lavoro Operativo (GLO). La situazione può risultare ancor più complessa se si tratta di un docente alla sua prima esperienza nel campo del sostegno o nella redazione del PEI. In tutti questi casi è fondamentale che l’insegnante venga supportato, sia dai colleghi della classe, sia dalla Funzione Strumentale, sia da altre figure di riferimento.

Permane, infatti, la convinzione diffusa che l’intero onere della compilazione del PEI gravi esclusivamente sull’insegnante di sostegno. In assenza di un sostegno concreto da parte della dirigenza e dei referenti per l’inclusione, il lavoro si traduce spesso in un impegno individuale, in cui solo pochi docenti, più attenti e responsabili, contribuiscono con osservazioni e considerazioni basate sulla propria esperienza diretta con lo studente.

Un’ulteriore criticità emerge quando, ad esempio, il Consiglio di Classe richiede l’attivazione di un percorso didattico personalizzato (percorso B), senza però fornire un reale contributo alla definizione delle modalità di attuazione nelle diverse discipline, come previsto dalla sezione 8.1 del PEI.

In tali circostanze, il rischio è che la progettazione educativa rimanga parziale e non rispecchi il principio di corresponsabilità collegiale.

Sarebbe auspicabile che la Dirigenza intervenisse formalmente, ad esempio mediante apposite circolari, per ricordare che la normativa prevede l’obbligo di collaborazione di tutto il Consiglio di Classe nella redazione e nell’attuazione del PEI. Questo perché, in caso contrario, la responsabilità di un PEI incompleto o non corretto ricadrebbe interamente sul Dirigente.

Senza un richiamo chiaro e costante, infatti, si assiste a situazioni in cui la partecipazione dei docenti va sollecitata quasi individualmente, con la percezione, da parte di alcuni, di compiere un favore piuttosto che adempiere a un dovere professionale.

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