Sono strumenti compensativi da utilizzare agli esami le prove equipollenti ma diversificate nella forma?

Nel nostro istituto non c’è ancora chiarezza per quanto concerne l’esame di terza media per i DSA, con particolare riferimento alle lingue. La normativa prevede che, in sede d’esame, vengano rispettati gli strumenti compensativi esplicitati nel PDP.

Se questo è chiaro per l’italiano e la matematica, più nebuloso è per le lingue.

Sono ritenuti strumenti compensativi da utilizzare anche in sede d’esame le prove equipollenti ma diversificate nella forma? La nostra dirigente sostiene che questi alunni devono sostenere la prova scritta di lingue nella stessa forma degli altri.

Non sarebbe penalizzante per studenti che hanno sempre svolto prove diverse?

Rossana Gabrieli – Riporto integralmente l’articolo 10 del DPR 122/2009:

“ Per gli alunni con difficolta’ specifiche di apprendimento (DSA)

adeguatamente certificate, la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede di esame conclusivo dei cicli, devono tenere conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni; a tali fini, nello svolgimento dell’attivita’ didattica e delle prove di esame, sono adottati, nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, gli strumenti metodologico-didattici compensativi e dispensativi ritenuti piu’ idonei”.

Si tratta di un passaggio talmente chiaro che non necessita, a mio avviso, di ulteriori commenti. Se poi già durante l’anno scolastico, come da lei opportunamente riferito, si sono usate modalità di verifica ad hoc, dove sta la logica del negarle in Sede di Esame di Stato?

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