Disgrafici – Disortografici – Disprassici e il loro rapporto con la penna

matita-che-scriveNella seconda metà del primo anno di scuola elementare le maestre propongono l’uso della penna cancellabile.

Per il bambino disgrafico, disortografico e disprassico passare alla penna e al quaderno con le righe all’inizio è un sollievo.

Il quaderno a quadretti, anche quello di 1 cm, crea disagio visivo a diversi DIS.

In commercio si trovano moltissimi tipi di penne cancellabili da quelle più economica a quelle più care, ma non tutte sono adatte ai disprassici, disgrafici e disortografici.

Dopo un po’ che si scrive la mano fa male, la penna smette di funzionare correttamente dopo pochi giorni, e il bambino non riesce a cancellare completamente le scritte errate con il risultato di lasciare dei pezzi di lettera che poi vanno a unirsi con le lettere scritte sopra con il risultato poi che il bambino, che già ha problemi di decodifica, capisce ancora meno.

PERCHÈ LA MANO FA MALE?

Perchè la penna essendo a sezione circolare viene impugnata dal bambino disgrafico e disprassico con troppa forza, la quale preme eccessivamente su una terminazione nervosa del dito medio procurando tensione, dolore e crampi.

Anche altri punti della mano sono doloranti per l’utilizzo eccessivo dei muscoli. Inoltre c’è il problema che poco dopo l’acquisto smettono di funzionare correttamente e iniziano a scrivere a saltelli nel rilascio del colore, costringendo il bambino a ripassare sopra la parola scritta, magari con ancora maggiore forza.

Le cose peggiorano notevolmente se la manina del bambino è calda e sudata, questo perchè la particolarità dell’inchiostro cancellabile è dovuta dal fatto che si cancella mediante attrito con la gomma cioè mediante calore.

Una mano a temperatura normale non ha l’inconveniente di impedire al colore di stendersi sulla pagina, la mano bollente del bambino DIS invece manda in tilt la penna.

Se fatta raffreddare la penna di solito riprende a scrivere, ma a scuola, quando sono costretti ad usare una sola penna alla volta e per lungo tempo, i bambini rischiano di rovinare tutto il colore e dover buttare la penna.

Se un bambino è in difficoltà a scrivere non gli si può complicare la vita facendogli usare una penna che non scrive! Le mani bollenti passano sulla pagina, si portano via il colore e lo diffondono tutto intorno creando aloni sgradevoli, le scritte sono meno leggibili e le mani sempre sporche.

Prima di accusare i vostri bambini o alunni di essere dei pasticcioni toccategli le mani… sono bollenti?

Avete due soluzioni possibili: intervenire sul bambino o intervenire sulla penna.

Se state immaginando soluzioni fantasiose per raffreddare le mani di vostro figlio (frigorifero, ghiaccio ecc. ecc.) vi assicuro che è molto meglio intervenire sulla penna cambiandola .

Quindi occorre equipaggiare il bambino con una penna che gli permetta di usarla senza contrarre troppi i muscoli e senza contrarre troppo i muscoli e senza che questa schiacci i nervi delle dita.

L’inchiostro deve essere fluido e scorrevole e non risentire del calore della mano.

Non si può indicare una penna a discapito di un’altra la cosa  cambia da soggetto a soggetto,  andando alla pagina  Quaderni e cancelleria speciali ne troverete  alcuni articoli che illustrano alcune penne a mio avviso molto valide, scegliete quella più indicata per vostro ragazzo.

Sempre alla stessa pagina trovate un articolo che illustra dei gommini da inserire nelle penne x favorire ulteriormente l’impugnatura.

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