Comorbidità nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento

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Si parla di Comorbidità quando in una persona sono presenti due o più disturbi di origine diversa.

Dislessia, Disortografia, Disgrafia e Discalculia, pur rientrando in un’unica categoria diagnostica, quella dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), sono disturbi differenti perché interessano abilità diverse.

Quando si presentano insieme nella stessa persona, si parla di “comorbilità”. I DSA possono essere in comorbidità anche con altri disturbi di sviluppo quali i disturbi di linguaggio, disturbi di coordinazione motoria, disturbi dell’attenzione e tra i DSA e i disturbi emotivi e del comportamento.

Per fare un esempio, un bambino può presentare una difficoltà specifica nella materia della matematica e nello steso tempo essere piuttosto goffo nei movimenti e poco coordinato. In questo caso si parla di comorbidità tra Discalculia e Disturbo della Coordinazione Motoria.

Più difficili sono i casi in cui vi è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento, per esempio la Dislessia, e problematiche emotive. Infatti, spesso, quest’ultime sono conseguenti al disturbo ma vi sono dei casi in cui problematiche emotive possono essere insorte prima della comparsa della Dislessia; in quest’ultimo caso si parla di comorbidità tra DSA e Disturbo dell’umore.
Nelle linee guida dsa, viene messo in evidenza che in casi di comorbidità tra più disturbi, “il disturbo risultante è superiore alla somma delle singole difficoltà, poiché ognuno dei disturbi implicati nella comorbilità influenza negativamente lo sviluppo delle abilità complessive”. Questo significa che occorre prestare maggiore attenzione ai bambini che si trovano in questa situazione perché il loro benessere è a rischio.

Cliccare qua per leggere tutto l’articolo della Dott.ssa Serena Costa

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