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Ogni quanto va aggiornata la diagnosi di DSA

Le diagnosi non hanno scadenza, ma vanno aggiornate ogni cambio di ciclo scolastico

I cicli sono due:

  1. scuola primaria e secondaria di primo grado
  2. scuola secondaria di secondo grado.

oppure quando intervengono cambiamenti tali da indurne la necessità, ma in ogni caso mai prima di 3 anni dall’ultimo. 

Quando si è in terzo/quarto superiore, o in ogni caso prima della maggiore età è bene fare un ulteriore aggiornamento, per l’esame di maturità e per un eventuale ingresso all’università,  meglio farlo in età minore perché dopo i 18 anni bisogna rivolgersi ai centri privati e convenzionati asl, ma hanno un costo piuttosto elevato..  

(Accordo su Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei DSA del 25 luglio 2012 )

Questo è uno stralcio di un video fatto ad un convegno il cui relatore era il prof. Guido Dell’Acqua (MIUR) dove chiarisce quando va aggioranta la diagnosi di DSA

Per chi deve fare il rinnovo della L.104/92 per cambio di scuola c’è una circolare che semplifica la pratica

asilo-disabiliPer quei genitori che stanno “cercando” di fare il rinnovo della L. 104 del proprio figlio per l’iscrizione dello stesso alla nuova scuola, cosa che sto facendo io per il mio (passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado)  e che trovano ostacoli, in quanto gli enti preposti a svolgere questo servizio (le varie ASL) sono oberate di lavoro e non riescono a fornire diagnosi funzionali in tempi utili, ho trovato questo articolo di cui ne estrapolo  una parte………..spero possa essere utile!

“Nell’agosto dello scorso anno è stata approvata una importante norma (la Legge-114-2014) che, fra l’altro, aveva l’intento di semplificare le procedure di accertamento e di revisione delle minorazioni civili.

Una novità particolarmente rilevante riguarda proprio le visite di revisione. Nella normativa previgente alla legge 114/2014 lo status relativo alla minorazione civile e all’handicap (legge 104/92) decadeva in occasione della scadenza dei relativi verbali di accertamento anche se l’interessato era in attesa di visita di revisione.A causa dei ritardi “tecnici” di verifica della permanenza dei requisiti sanitari, all’indomani della scadenza eventualmente indicata nel verbale venivano sospese le provvidenze economiche (pensioni, assegni, indennità), si perdeva il diritto alle agevolazioni lavorative (permessi e congedi) e non si poteva accedere ad altre agevolazioni quali, ad esempio, quelle fiscali finché non fosse stato definito un nuovo verbale di accertamento.

La novità introdotta dal Legislatore (articolo 25, comma 6 bis) è certamente un segno di civiltà a favore del Cittadino: nel caso in cui sia prevista rivedibilità si conservano tutti i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura.

Viene inoltre definita una vota per tutte la competenza della convocazione a visita nei casi di verbali per i quali sia prevista la rivedibilità: tocca all’INPS procedere alla convocazione (non all’ASL né al Cittadino). 

Criteri operativi per le visite di rivedibilità

A qualche mese di distanza INPS ha fissato i criteri operativi con propria circolare n. 10 del 23 gennaio 2015. In realtà INPS forza a suo favore l’applicazione del disposto legislativo.

La circolare infatti dispone che INPS non solo convoca a visita l’invalido (o sordo o cieco) in possesso di verbale che prevede una revisione, ma effettua anche materialmente e direttamente la visita.

In tal modo INPS “estromette” totalmente le ASL dalle visite di revisione che finora erano loro affidate. Da ciò derivano vantaggi e svantaggi per il Cittadino: da un lato i tempi dovrebbero essere abbreviati non essendoci più il “passaggio” di verbali da ASL a INPS. Dall’altro però il cittadino non ha più come referente la propria ASL e la sua sede fisica. Potrebbe, quindi, accadere che recarsi a visita comporti maggiori distanze e maggiori disagi.

Di certo tale soluzione incontrerà il favore di molte Regioni che vedranno abbattersi i costi di accertamento presso le proprie ASL, ma al contempo ciò rappresenta un ulteriore passo verso la delega totale della valutazione della disabilità dal Sistema sanitario e sociosantario nazionale all’INPS.”

Fonte: www.handylex.org

Ricorso bocciatura

La fine della scuola coincide nella gioia di molti ragazzi che vengono premiati con la promozione e la disperazione e il rammarico di quelli che non ce l’hanno fatta…….

E’ bene precisare che, i ragazzi con DSA come qualsiasi altro ragazzo come i ragazzi con legge 104 (handicap) possono essere bocciati, le leggi gatantiscono loro un metodo di studio personalizzato, ma se non raggiungono almeno gli obbiettivi minimi è meglio fermarli per un anno per dar loro la possibilità di completare al meglio la loro formazione.

Stesso discorso nel caso di debiti, in questo caso, assicuratevi che  non venga dato TUTTO il programma,  questo dovrà essere ridotto pur mirando al raggiungimento degli obiettivi minimi,  gli argomenti saranno comunicati prima,come fosse un’interrogazione programmata, quindi come da PDP

QUINDI TUTI POSSONO ESSERE BOCCIATI O “RIMANDATI”

La bocciatura è sempre giusta?  Ci si può opporre?  Come ?

A  volte però il sistema scolastico non è perfetto, alcune carenze, disattenzioni e addirittura prese di posizioni di alcuni insegnanti, influenzano negativamente la vita scolastica dei loro studenti.

I fattori negativi messi in atto dalla scuola possono essere numerosi, nel caso di ragazzi con disurbo di apprendimento, un esempio può essere il non fare il Piano Didattico personalizzato (PDP) e il non applicarlo.

Nel caso si pensi che la scuola non si sia impegnata abbastanza nell’aiutare la formazione del ragazzo, si può fare ricorso.

Il ricorso va fatto direttamente al Dirigente Scolastico a norma del DPR 275/1999, art. 14, comma 7.

La scuola deve poi pronunciarsi entro 30 giorni dal reclamo.

I TEMPI PER FARE RICORSO (PRIMO CASO)

Sono 15 giorni dalla pubblicazione dei risultati. 

Nel caso la scuola non accettasse il ricorso, ci si deve presentare al provveditorato della propria città e fare ricorso,  il ragazzo dovrà presentarsi personalmente accompagnato dei genitori, qua verranno spiegati i motivi per i quali si ritiene illecita la decisione della scuola.

L’ufficio stesso, si metterà direttamente in contatto con la scuola e potrà entrare in possesso dei verbali redatti, raccogliendo prove oggettive che potranno aiutare lo studente nel ricorso.

Lo stesso Dirigente Scolastico Regionale, una volta finita la fase istruttoria, potrà prendere una decisione definitiva, consultando
l’opinione dell’Organo di Garanzia Provinciale che in questo caso è vincolante. Tale organo è costituito da due studenti indicati dalla consulta provinciale, da tre insegnanti e da un genitore segnalati dal Consiglio Scolastico della provincia, ed è guidato da una persona di comprovate “qualità morali e civili”.

I TEMPI PER FARE RICORSO (SECONDO CASO)

Non devono trascorrere più di 30 giorni dall’avvenuta notifica di bocciatura. La risposta piò arrivare anche in 90 giorni. non ci sono spese da affrontare da parte della famiglia,  la non risposta equivale e verdetto negativo, se non ci si ritiene soddisfatti del risulatato si può far ricorso al T.A.R.

SE SI RITIENE CHE LA MANCANZA DA PARTE DELLA SCUOLA SIA MOLTO GRAVE (violazione di legge, eccesso di potere, incompetenza) CI SI PUO’ RIVOLGERE DIRETTAMENTE AL T.A.R (Tribunale Regionale Amministrativo)

In questo caso bisogna rivolgersi ad un avvocato, che nominerà la famiglia “parte lesa”, e agirà nel modo che riterrà più opportuno.

Per questo tipo di azione la famiglia dovrà sostenere spese importanti e, visto i tempi burocratici, si rischia di dover iniziare l’anno scolastico nella stessa classe del ragazzo.

TEMPI PER FAR RICORSO AL T.A.R.

Bisogna far ricorso entro 60 giorni dalla notifica della bocciatura, e il  verdetto del tribunale amministrativo regionale ci sarà dopo almeno altri 60 giorni.

CONSIGLIO

Cercate di controllare il lavoro scolastico di vostro figlio e l’operato dei sui insegnanti in modo da intervenire per tempo ad ogni “inconveniente”, ma se foste costretti a fare ricorso, abbiate la premura di cambiare scuola, onde evitare ripercussioni sul ragazzo.

Un’interessante circolare dell’ 11 giugno dell’U.s.r. per l’Umbria riepiloga la procedura corretta da adottare in caso di contenzioso riguardante gli esiti degli scrutini finali e degli esami di Stato.

 

Nota MIUR contenzioso scrutini ed  esami

STABILITA’, APPROVATO MIO ODG:IVA AL 4% PER ACQUISTO SUPPORTI TELEMATICI PER BAMBINI DISLESSICI

10 Dicembre 20141
Iva agevolata al 4% per l’acquisto di computer e programmi a favore dei bambini affetti da dislessia che frequentano la scuola dell’obbligo.
Questo è il contenuto dell’ordine del giorno a mia prima firma e sottoscritto da tutto il PD che oggi è stato approvato a larga maggioranza in commissione Finanze” Così il senatore Gianluca Rossi, capogruppo PD in commissione Finanze, nello spiegare il testo approvato oggi, che impegna il governo a mettere in atto la misura.
Rossi spiega: “Ora spero che il governo sia rapido nel mettere in atto tutte le misure necessarie per dare esecutività a questo impegno che rappresenta un importantissimo sostegno a favore di tutti i bambini dislessici, per cui il computer rappresenta uno strumento fondamentale al superamento della patologia e alla valorizzazione delle capacità di questi ragazzi, per consentire loro un apprendimento al pari degli altri”.
Il senatore del partito democratico conclude che “si tratta di un tassello che rafforza il valore costituzionale della scuola pubblica: garantire l’uguaglianza universale e consentire ad ognuno di sviluppare i propri talenti, per crescere cittadini consapevoli di ‘svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società’”.
Fonte: http://www.rossigianluca.it