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Prova tu stesso la fatica della Dislessia

fonte:Il Blog-Magazine di Gianluca Lo Presti

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Forse uno dei modi migliori per capire realmente la difficoltà di un bambino con dislessia è provare a leggere come lui stesso legge, ogni giorno…
Di fronte ai compagnetti..
Di fronte chi, alle volte, gli dice “LEGGI MEGLIO! LEGGI BENE!”
.. e lui come si sente? E TU COME TI SENTIRESTI?

 PROVA A LEGGERE QUI:

C’evra unna volxta un Prinxipec chid amuavva unsa Prinxipexsa ma ellda non coryspondevya il suok amroere.Allorsa luid afferontè daiverxse sdfide pecr attirzare las stua attienxzionne. Unx fiorno sfèidò unex grago myutolto cxasttivo…

 

Leggere questo testo non è stato facile. 
Un soggetto abituato a leggere bene, si accorge di:
– Leggere LENTAMENTE
– Commettere ERRORI di lettura (in questo caso spesso ci si auto corregge), però se si legge più velocemente questi errori aumentano.

In entrambi i casi lo sforzo impiegato nella letture impedisce, o quantomeno limita, la Comprensione. Ciò con MOLTA FATICA.
Se fosse stato un brano più lungo e complicato come quelli scolastici, tutti noi avremmo avuto delle difficoltà riguardanti: la VELOCITA’, la CORRETTEZZA, la COMPRENSIONE.

E se leggessimo questo testo a voce alta di fronte a tanti altri che lo leggono bene?

.. come un bambino davanti ai suoi compagni..
Avremmo provato: Vergogna? Rabbia? Voglia di non leggere più? Chiedere ad altri di leggere? …?

Possiamo sintetizzarli in PROBLEMI EMOTIVO-MOTIVAZIONALI

CONCLUSIONI
– LENTEZZA ed ERRORI nella lettura (e spesso anche scrittura)
– PROBLEMI nella COMPRENSIONE
– PROBLEMI EMOTIVI (Autostima? Rabbia?) e MOTIVAZIONALI.

– FATICA (spesso incompresa) NELLA LETTURA

E’ NECESSARIO INTERVENIRE CON

a) Valutazione Specialistica (ma che sia specialistica! guarda qui-> DIAGNOSI ALTAMENTE SPECIALISTICA
b) STIMOLAZIONE DEI PROCESSI COGNITIVI SPECIFICI, 
c) STRATEGIE SUL METODO DI STUDIO
d) SUPPORTO EMOTIVO-MOTIVAZIONALE. 

Le Diagnosi scadono?

Nell’opuscolo vademecum dsa gen 2013
19 FAQ – LE DIAGNOSI ACQUISITE DALLA SCUOLA HANNO UN PERIODO DI VALIDITÀ?
La L. 170 e il DM 12.07.2011 non riportano indicazioni in merito, se ne deduce che la relazione diagnostica consegnata alla scuola non ha una scadenza temporale.
Si segnala il fatto che situazioni diagnosticate nei primi anni della scuola primaria siano maggiormente soggette ad evoluzione – sia naturale che a seguito di riabilitazione ed abilitazione – e a distanza di anni una puntualizzazione funzionale possa essere utile a fornire informazioni per calibrare gli interventi.
In queste situazioni – in base alle verifiche operate attraverso gli aggiornamenti dei PDP – sarebbe opportuno concordare una rivalutazione funzionale.

Nella Nota Assessorato Sanità Lombardia 21 novembre 2012 in applicazione della L.170/2010 – Prot. H1 2012.0033445, si precisa che la diagnosi ha validità per tutto il periodo del percorso scolastico, mentre:

La valutazione funzionale e le indicazioni d’intervento (B2, B3, C, D, E ed F) sono da aggiornare, da parte
dell’operatore referente:
• Al termine dell’anno scolastico ………………………
• Al termine della scuola primaria
• Al termine della scuola secondaria di primo grado
• Al termine degli studi

Novità dall’ Accordo tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano su “Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei Disturbi specifici di apprendimento (DSA)” 25.07.2012
Quando i contenuti dell’accordo entreranno in vigore (cfr. FAQ n° 00), i profili funzionali contenuti nelle relazioni diagnostiche dovranno essere aggiornati secondo quanto prevede l’art.3 comma 3:
“Il profilo di funzionamento è di norma aggiornato:
– al passaggio da un ciclo scolastico all’altro e comunque, di norma, non prima di tre anni dal precedente;
– ogni qualvolta sia necessario modificare l’applicazione degli strumenti didattici e valutativi necessari, su segnalazione della scuola alla famiglia o su iniziativa della famiglia.”

Come leggono i dislessici

Come legge un dislessicoHo provato a realizzare un foglio di esempio per chiarire se mai ce ne fosse bisogno, come vedono un folgio di testo i ragazzi dislessici, e quanta fatica fanno nel leggere poche righe, immaginiamo poi pagine e pagine…

Troverete righe sfalzate e inversioni di  b ; p ; q ; d

spero di essere riescita mrl mio intento!

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Prova tu stesso la fatica della Dislessia

fonte:Il Blog-Magazine di Gianluca Lo Presti

testo-1clicca sull’immagine per ingrandirla. Forse uno dei modi migliori per capire realmente la difficoltà di un bambino con dislessia è provare a leggere come lui stesso legge, ogni giorno…
Di fronte ai compagnetti..
Di fronte chi, alle volte, gli dice “LEGGI MEGLIO! LEGGI BENE!”
.. e lui come si sente? E TU COME TI SENTIRESTI?  PROVA A LEGGERE QUI:

C’evra unna volxta un Prinxipec chid amuavva unsa Prinxipexsa ma ellda non coryspondevya il suok amroere.Allorsa luid afferontè daiverxse sdfide pecr attirzare las stua attienxzionne. Unx fiorno sfèidò unex grago myutolto cxasttivo…

Leggere questo testo non è stato facile. 
Un soggetto abituato a leggere bene, si accorge di:
– Leggere LENTAMENTE
– Commettere ERRORI di lettura (in questo caso spesso ci si auto corregge), però se si legge più velocemente questi errori aumentano.

In entrambi i casi lo sforzo impiegato nella letture impedisce, o quantomeno limita, la Comprensione. Ciò con MOLTA FATICA.
Se fosse stato un brano più lungo e complicato come quelli scolastici, tutti noi avremmo avuto delle difficoltà riguardanti: la VELOCITA’, la CORRETTEZZA, la COMPRENSIONE.

E se leggessimo questo testo a voce alta di fronte a tanti altri che lo leggono bene?

.. come un bambino davanti ai suoi compagni..
Avremmo provato: Vergogna? Rabbia? Voglia di non leggere più? Chiedere ad altri di leggere? …?

Possiamo sintetizzarli in PROBLEMI EMOTIVO-MOTIVAZIONALI

CONCLUSIONI
– LENTEZZA ed ERRORI nella lettura (e spesso anche scrittura)
– PROBLEMI nella COMPRENSIONE
– PROBLEMI EMOTIVI (Autostima? Rabbia?) e MOTIVAZIONALI.

– FATICA (spesso incompresa) NELLA LETTURA

E’ NECESSARIO INTERVENIRE CON

a) Valutazione Specialistica (ma che sia specialistica! guarda qui-> DIAGNOSI ALTAMENTE SPECIALISTICA
b) STIMOLAZIONE DEI PROCESSI COGNITIVI SPECIFICI, 
c) STRATEGIE SUL METODO DI STUDIO
d) SUPPORTO EMOTIVO-MOTIVAZIONALE.