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Libri facilitati per alunni con i DSA

Si sente spesso parlare di libri facilitati per DSA, ma cosa sono e come averli?

Da quando è uscita la normativa per i ragazzi con Bisogni Educativi Speciali molte case editrici si sono adeguate ed hanno iniziato a produrre libri in formato “facilitato”  cioè con caratteristiche specifiche adatte agli alunni con disturbi specifici di apprendimento, essi contengono gli stessi argomenti dei libri di testo originari adottati dalla scuola, MA hanno un carattere più chiaro, un’interlinea maggiore, un linguaggio più facile da capire e stesse immagini del libro “originale”, spesso hanno anche una mappa concettuale riassuntiva a fine di ogni capitolo.

Ogni libro di testo ha un suo omologo facilitato per DSA, titolo e copertina sono uguali, o molto simili, però più sottili.

Da quello che so, esistono solo per la scuola media.

Purtroppo, come molte famiglie sanno, trovarli non è facile….
  • Non si possono ordinare nelle normali cartolerie come gli altri libri di testo (per lo meno fino al giorno in cui scrivo).
  • I rappresentanti delle case editrici sono autorizzati a darli solo come copia omaggio ai professori, quindi uno per insegnante e non per alunno…
  • Qualche editore li mette in vendita nei loro siti ma sono pochi.
  • Qualcuno è reperibile anche attraverso amazon (https://www.amazon.it/ )
  • Se si conosce il codice ISBN si può cercare anche su libroAID se si è soci AID, o al limite richierlo (lista dei desideri). (https://www.libroaid.it/)

Vorrei raccontare la mia esperienza personale, per coloro che attraverso i canali sopra elencati non riescono ad averli:

Quando mio figlio era in 1 media una sua insegnante fece una “battaglia” per averli…. il rappresentante dei libri, unica figura autorizzata dalle case editrici di distribuirli, ne voleva dare solo uno  e solo a lei,  ma la docente si impuntò pretendendone uno per ragazzo, (non solo per gli alunni con DSA ma anche per gli alunni con L. 104)  per tutta la scuola e per ogni materia, non è stato facile ma poi la spuntò, e così ha fatto fino alla 3 media. Il mio consiglio quindi è di farvi aiutare dagli insegnanti.

È assurdo che sia così difficile reperire libri..le case editrici dovrebbero essere felici di vendere..eppure pare non sia così…

Qua  esempi di libri facilitati per  DSA

Altro tipo di libri o Formulari facilitati creati da insegnanti o da siti tipo questo

Esiste, e sono in pochi a saperlo, una collana di libri facilitati a basso costo, per faperne di più aprire il link sottostante….

https://www.youreduaction.it/libri-economici/

La risposta di AID alla campagna stampa sulle “troppe” diagnosi di DSA

Fonte: AID

La posizione di AID, in risposta alla campagna stampa di questi  giorni

A proposito di false diagnosi nel DSA

Di fronte ad una campagna stampa che considera i disturbi di apprendimento tra gli studenti italiani un problema di medicalizzazione della scuola e un prodotto di false diagnosi, l’Associazione Italiana Dislessia tiene a ribadire quanto finora dimostrato dalla scienza.

Giuseppe Aquino, formatore tecnico AID e membro della Commissione Esecutiva del nuovo progetto di produzione di Linee Guida sui DSA, fa chiarezza sulle diagnosi dei DSA.

L’approvazione della legge 170/2010 sancisce il riconoscimento dei DSA e fuga ogni dubbio a chi ancora considera i DSA come una “scusa”. La norma nasce con l’obiettivo di tutelare questi studenti, dando risposte alle loro specifiche caratteristiche di apprendimento. Tale legge, inoltre, parla di finalità che vengono espresse come “garanzie”, come “impegno formativo” con individuazione di compiti e assegnazione di ruoli. Alla scuola spetta una posizione centrale nella presa in carico degli alunni e degli studenti con DSA (L. Ventriglia, 2013).

Gli alunni/studenti con DSA per poter usufruire delle misure previste dalla Legge 170/2010 devono essere in possesso di una diagnosi certificata di DSA.

La diagnosi di dislessia in Italia viene eseguita alla luce delle raccomandazioni cliniche fornite dalle Conferenze di Consenso (2007, 2010, 2011). In particolare, le raccomandazioni prodotte dalla Consensus Conference dell’Istituto Superiore di Sanità sono “basate sui più aggiornati dati scientifici di prova adattati al contesto italiano secondo il giudizio di una giuria multidisciplinare, rappresentativa dei diversi possibili approcci e interessi al tema” (C.C. I.S.S., 2010).

La diagnosi, quindi, viene effettuata da un team multiprofessionale (NPI, psicologo, logopedista) secondo precisi criteri diagnostici e, per evitare la rilevazione di falsi positivi, prevede l’utilizzo di test standardizzati, sia per misurare l’intelligenza generale, che l’abilità specifica.

La definizione della diagnosi avviene in una fase successiva all’inizio del processo di apprendimento scolastico. É necessario, infatti, che sia terminato il normale processo di insegnamento delle abilità di lettura e scrittura (fine della seconda primaria) e di calcolo (fine della terza primaria)”(C.C. I.S.S., 2010). Prima di questa età l’elevata variabilità interindividuale nei tempi di acquisizione delle suddette abilità non permette di utilizzare i valori normativi di riferimento con le stesse caratteristiche di attendibilità riscontrate a età superiori (Raccomandazioni per la pratica clinica DSA, 2009).

Poiché le abilità scolastiche sono distribuite lungo un continuum, non vi è una soglia naturale che può essere utilizzata per stabilire la presenza di un disturbo. Per una maggiore certezza diagnostica e per evitare il pericolo che la diagnosi possa essere inutilmente inflazionata, le raccomandazioni cliniche delle Consensus Conference hanno stabilito soglie più rigide rispetto ad altri paesi per poter considerare deficitaria una prestazione. Infatti può essere considerata insufficiente una performance che si colloca, per la rapidità, al di sotto di 2 deviazioni standard dai valori normativi attesi per l’età o la classe frequentata e al di sotto del 5° percentile per i punteggi di accuratezza.

Se la diagnosi viene eseguita secondo i criteri suddetti, non può esserci il rischio di diagnosi facili.

La questione dislessia può sembrare sovradimensionata. Sicuramente il numero di alunni con certificazione di Disturbi Specifici di Apprendimento, come rivelano i dati forniti dal MIUR, è in significativo incremento.

Tra gli anni scolastici 2010/11 e 2014/2015 le certificazioni sono cresciute, ma questo accade anche perché dopo la legge 170 del 2010, la scuola ha un ruolo determinante nella presa in carico degli alunni con DSA e ad essa sono state richieste competenze organizzative, metodologiche, didattiche e valutative che hanno portato ad una maggiore attenzione nei confronti degli alunni con difficoltà di apprendimento e quindi ad una maggiore individuazione di casi sospetti di DSA e alla loro segnalazione alle famiglie con il conseguente riferimento ai servizi sanitari per avviare il percorso per una eventuale diagnosi (come indicato dall’Articolo 2 comma 1 del D.M. N. 5669 12/7/2011).

In ogni caso la percentuale degli alunni con diagnosi di DSA nella scuola italiana, come risulta dai dati ufficiali del MIUR 2014/2015, non è del 18-20%, come qualcuno afferma, ma supera di poco il 2%, a fronte di una incidenza media che, secondo le indagini epidemiologiche (così come riportato dai dati scientifici nazionali e dalle Linee Guida pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità), si attesterebbe intorno al 3,5% dell’intera popolazione scolastica. Non ci troviamo, quindi, di fronte ad una sovrastima dei casi di dislessia, quanto, piuttosto, alla presenza ancora di una grande parte di sommerso, oltre l’1,5%.

N.d.r. in base alle ultime statistiche ufficiali del MIUR (AS 2015/2016) la percentuale degli alunni con diagnosi di DSA nella scuola italiana si attesta intorno al 3% dell’intera popolazione scolastica.

 

Troppe diagnosi di Dislessia e DSA?

Troppe diagnosi di  Dislessia e DSA? La risposta è -NO- ed è argomentata nel video, da vedere soprattutto la parte finale (merita).
Crediamo che per i nostri figli ed alunni possiamo spendere questi pochi 7 minuti per una corretta informazione gratuita con dati pubblici per tutti.

Abbiamo provato a rendere semplice un argomento altamente tecnico.
Autore del video Dr. G. Lo Presti

Fonti Epidemilogia
Consensus Conference DSA: http://www.lineeguidadsa.it/down…/Raccomandazioni_CC_DSA.zip
Diagnosi Disturbi Evolutivi: https://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx…

Fonte MIUR
Dati Statistici DSA 2011/2015:
http://www.istruzione.it/…/L’integrazione_scolastica_degli_…
Linee guida DSA MIUR: http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/…/linee_guida_sui_dsa…

Infografica -difficoltà vs disturbo, tratta da: “Nostro figlio è Dislessico”:
https://gianlucalopresti.net/ag…/nostro-figlio-e-dislessico/

DEFINIZIONE DI DSA PER ESCLUSIONE

Quando parliamo di disturbo dell’apprendimento non parliamo di quello che il bambino è ma piuttosto di quello che non è (definizione di esclusione).

Su cinque bambini fra quelli che vanno peggio in una classe togliamo

– Quello che ha un deficit qualunque o un preciso ritardo mentale.

– Quello che è colpito da un disturbo affettivo primario.

– Quello che non ha avuto l’opportunità di imparare.

– Quello che ha un disturbo in una modalità sensoriale come la cecità o la sordità.

Il bambino che rimane è quello che ha un disturbo di apprendimento ovvero un bambino che non va bene a scuola ma

– Ha un sistema sensoriale integro.

– Ha avuto l’opportunità di imparare.

– Non è disturbato (affettivo primario).

– Non ha un ritardo mentale.

Fonte:  video COME PUÒ ESSERE COSÌ DIFFICILE