Archivi categoria: Dislessia facile

Un aiuto per compensare Dislessia e Discalculia

Dislessia Facile e Discalculia Facile nascono dalla più recente ricerca nel settore della neuropsicologia con l’obiettivo di offrire una soluzione al problema forse più gravoso che sta oggi affliggendo la scuola: i Disturbi Specifici dell’Apprendimento o DSA, veri bastoni tra le ruote dell’odierna didattica.

Tali disturbi stanno assumendo proporzioni epidemiche, anche se nel diagnosticarli non ci si pone una fondamentale domanda: dove nasce il problema, dall’allievo o dalla scuola?

Un tempo si pensava che certe malattie fossero incurabili, fino al giorno in cui sono stati introdotti nuovi farmaci in grado di curarle, dimostrando così che non erano le malattie ad essere incurabili ma che semplicemente erano mancate le terapie adeguate.

Forse oggi ci troviamo di fronte ad un analogo dilemma all’interno della scuola. Sono gli allievi che soffrono di disturbi dell’apprendimento o è piuttosto la didattica a soffrire di “disturbi dell’insegnamento”?

Vai a
www.infanziaesocieta.it

La precedente domanda può suonare paradossale, non solo per il fatto che insegnamento e apprendimento costituiscono in realtà le due facce della stessa medaglia (perciò non si può avere l’uno senza l’altro) ma soprattutto perché ribalta il nostro consueto modo di vedere le cose.

Tale domanda nasce dalla considerazione secondo la quale un metodo didattico dovrebbe basarsi sulla realtà psicologica, neurologica e biologica dell’allievo: in caso contrario insegnante e allievo sono destinati a nuotare controcorrente!

L’attenta analisi della prassi scolastica più diffusa ci porta a notare che molti strumenti e strategie didattiche non tengono in debito conto la realtà costituzionale dell’essere umano, segnatamente del soggetto in età evolutiva, il che certamente comporta un prezzo da pagare.

Mentre il nostro corpo è cambiato con estrema lentezza nel corso dei millenni che ci siamo lasciati alle spalle, i nostri processi cognitivi tra cui spicca il modo di apprendere stanno cambiando molto velocemente, nella direzione imposta loro dai mezzi di comunicazione.

Oggi la comunicazione di massa, e con essa le modalità di apprendimento dei cosiddetti “nativi digitali”, seguono la strada tracciata da pc, smartphone e tablet: questa strada porta ad inflazionare il canale visivo rispetto agli altri, mentre la scuola continua ad essere radicata nel codice linguistico, più astratto rispetto al primo.

Vai a
www.infanziaesocieta.it

Soprattutto nei soggetti costituzionalmente predisposti all’utilizzo del codice visivo come modalità dominante di elaborazione delle informazioni (come sembrano essere gli allievi con diagnosi di DSA) questo fatto può creare una distonia funzionale tra i due emisferi cerebrali.

I disturbi dell’apprendimento segnalerebbero questa difficoltà di integrazione funzionale e, parallelamente, quali sintomi di una didattica per certi versi “malata”, indicherebbero la necessità di correggere il tiro adeguando la scuola alle nuove modalità di funzionamento del cervello dei nostri figli.

In tal senso la scuola dovrebbe essere il tempio dell’integrazione funzionale tra gli emisferi cerebrali, giacché funzionare in tale regime significa prevenire qualsivoglia problema umano o patologia che dir si voglia.

Per converso, funzionare in regime di insufficiente integrazione funzionale emisferica o addirittura di conflitto funzionale (come purtroppo può accadere con l’odierna didattica) rappresenta il germe di tutti i problemi.

 “Dislessia Facile” e “Discalculia Facile” offrono sostegno alla didattica, in particolare agli allievi che si trovano in difficoltà nell’apprendimento della lingua scritta e nel calcolo matematico secondo il tradizionale metodo utilizzato all’interno della scuola.

Questi strumenti non si rivolgono solo o prioritariamente ai DSA, giacché favoriscono l’integrazione delle funzioni degli emisferi cerebrali e dovrebbero per questo motivo essere adottati dalla scuola (sin da quella materna) a prescindere dalle difficoltà che caratterizzano dislessia e discalculia.

Non bisogna, infatti, dimenticare che il nostro cervello è il vero strumento per apprendere, il più potente strumento didattico senza il quale tutti gli altri non possono funzionare e al quale tutti gli altri si devono adattare.

Ecco perché quando “usiamo il cervello” in modo appropriato, ossia quello che la natura ha stabilito, l’apprendimento risulta facile e piacevole … proprio come un gioco!

Vai a
www.infanziaesocieta.it

Stefano Boschi, psicoterapeuta, ricercatore, formatore, autore di testi a carattere scientifico. Dalla sua attività di ricerca nel settore della terapia breve integrata e della comunicazione in ambito clinico nasce la Terapia dei nuclei profondi, metodo che unisce in modo sinergico i principali approcci della psicoterapia tradizionale. Su tale base ha elaborato altri metodi innovativi concernenti la terapia familiare (Terapia Familiare centrata sul figlio), la terapia di coppia (Terapia dei Copioni Relazionali), la psicopedagogia clinica (Pedagogia dei Modelli Adattivi), la terapia psicosomatica (Metodo PsicheSoma, in collaborazione con il dott. Giorgio Crucitti), la didattica (Active Learning) e la pedagogia (Active Education).