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Rinnovo Certificazione di DSA: Perchè?

Rinnovo della certificazione DSA:  perché va fatto? Serve a qualcosa?  “…perché mi si chiede di rifare la certificazione?”
 
Domanda più che legittima, considerando che il rinnovo della certificazione implica nuove tribolazioni per reperire un appuntamento presso la ASL o il dover affrontare spese non piccole presso un centro privato autorizzato dalla ASL.
Tuttavia il rinnovo della certificazione ha una motivazione importante.
Cerchiamo di capire insieme qual è il motivo e a che cosa serve il rinnovo.
Come prima cosa si deve notare che la nuova valutazione riguarda solamente il livello degli apprendimenti .
Si tratta cioè di andare a vedere se le abilità in un determinato ambito (lettura o scrittura o calcolo) sono cambiate: sono migliorate o compensate, oppure, per l’aumento del carico di lavoro e della sua complessità sono diventate più deboli?
Gli eventuali cambiamenti che saranno registrati dalla nuova valutazione dovranno essere considerati nella nuova redazione del Pdp che deve essere compilato sulla base delle abilità e delle difficoltà dello studente.
Ecco allora che eventuali cambiamenti, in meglio o in peggio, delle abilità di apprendimento dello studente, implicano un cambiamento del Pdp.
Si considera utile un adeguamento della certificazione al cambio del ciclo scolastico oppure circa ogni tre anni.
 
In conclusione il rinnovo della certificazione serve alla scuola per aggiornare il Piano didattico Personalizzato dello studente, ed è quindi una verifica utile; ma si deve anche sottolineare che il rinnovo della certificazione può anche essere un momento importante per lo studente che può capire, dati alla mano, se ha compiuto dei passi in avanti oppure quali sono le sue difficoltà in quel momento.
 
E questo può rappresentare uno stimolo per la prosecuzione del cammino scolastico.
 

Il Portale italiano per l’inclusione scolastica

l Portale italiano per l’inclusione scolastica è una risorsa dedicata ad alunni e studenti con Bisogni Educativi Speciali, a disposizione di docenti, dirigenti scolastici e famiglie, che qui possono trovare riferimenti normativi e materiale scientifico, strumenti didattici e per la formazione, oltre che uno spazio di condivisione e confronto sulle esperienze maturate.

Il progetto – che vede il coinvolgimento attivo di istituzioni scolastiche e universitarie, società scientifiche e associazioni – è coordinato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con la collaborazione dell’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa.

Nel portale, fra le altre cose, gli insegnanti possono formarsi, stando comodamente a casa.

 

Il portale è raggiungibile seguendo questo link

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Come conservare le mappe, tabelle e formulari

Ci sono ragazzi che preferiscono usare le mappe direttamente dal PC o dal Tablet, per questi questo articolo non serve.
Per i ragazzi che invece preferiscono avere le mappe stampate per consultarle, qua sono suggeriti alcuni sistemi per tenerle in ordine. 
Per la mia esperienza (con i miei figli) ho trovato 3 sistemi:

1 –  CON I PORTALISTINI


2 –  RACCOGLITORI  AD ANELLI

raccoglitore2

Con fogli trasparenti

Senza fogli trasparenti, fogli formato A4 bucati con bucafogli a 4 fori 

 

(mappa stampata su 2 figli A4) 

 

 

 

 


alunno-dsaAlle scuole superiori ci sono 6 ore di lezione al giorno, possono esserci nello zaino 6 raccoglitori, per evitarli in quanto sono  pesanti ed ingombranti, 

Ho pensato questo sistema.

3 –  RACCOGLITORI FATTI IN CASA CON CARTONCINI BRISTOL  E  FERMA CAMPIONI

(mappa stampata su 2 fogli A 4)

RACCOGLITORI PIU ‘ADATTI SECONDO L’ORDINE DELLA  SCUOLA FREQUENTATA

PER LA SCUOLA ELEMENTARE

Se ne può prendere uno un po’ grande e mettere mappe e formulari per tutte le materie, possibilmente divise con segna pagina adesivi colorati tipo post-it, post

o per fogli bristol coloratischede


PER LA SCUOLA MEDIA

Quando si passa alla SCUOLA MEDIA alle SUPERIORI è necessario separare le materie

Per le materie come storia, geografia, musica, arte si può fare un raccoglitore di schede per anno scolastico, ma per le materie come

  • matematica
  • geometria
  • inglese
  • la seconda lingua straniera

ogni anno bisognerà portarsi dietro qualcosa dell’anno precedente, essendo materie con argomenti strettamenti legati fra loro, quindi il raccoglitore diventerà sempre più grande…qualcosa dovrà essere tolto per forza, diventerebbe troppo pesante da potare in spalla…vedete voi cosa  togliere e cosa lasciare.

Qualcuno so che preferisce adottare il sistema delle elementari, cioè un unico raccoglitore per tutte le materie, poi man mano che si riempie si tolgono gli argomenti più vecchi.

La scelta dell’uno o dell’altro sistema dipende, oltre che dalla scelta individuale, anche dai vari professori,  cioè se durante le verifiche orali o scritte andranno a ripescare anche gli argomenti pù vecchi, o chiederanno i più recenti.


PER LA SCUOLA SUPERIORE

Come sopra….


PER CHI USA IL PC O IL TABLET A SCUOLA

Tutti i materiali devono essere ben organizzati dentro a delle cartelle suddivise per

DISCIPLINE  – – – – – > ARGOMENTI


BUONO STUDIO ☺️

La didattica a distanza ha dimostrato a tutti che il computer non fa tutto da solo

Giacomo Cutrera ha scritto questo post su facebook il giorno 11 giuno 2020.

 

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In questi mesi quarantena molta gente mi ha chiesto cosa ne penso della didattica a distanza.
L’argomento è vasto e non basta un post di poche righe per dire tutto, ma voglio condividere alcune riflessioni.
La didattica a distanza ha due grossi problemi :la didattica e la distanza.
Il primo problema sta nel fatto che la didattica è molto soggettiva e ogni docente ha la sua idea rispetto a come dovrebe essere.
Questa idea può essere più o meno inclusiva, più o meno tecnologica e più o meno funzionale.
La distanza è un amplificatore che mette a nudo tutte le fragilità dello stile di insegnamento di ogni insegnante.
Chi era già abituato a registrare le spiegazioni e fornirle come materiale di studio indubbiamente si è sentito meno spaesato, ma la stragrande maggioranza dei docenti invece ha dovuto approcciarsi per forza di cose a uno strumento “nuovo” con il quale non avevano mai avuto un buon rapporto: il computer.
Ho ascoltato tanti racconti da parte di insegnanti che hanno gli stili di insegnamento più disparati e c’è un’unica cosa sulla quale erano tutti d’accordo: la fatica.
Buttare li un pc e pretendere che una persona lo sappia immediatamente adoperare per fini didattici è assurdo e finalmente siamo tutti concordi nel dirlo.
Per anni i ragazzi dislessici, che necessitavano di un computer per utizzare la sintesi vocale, si sono visti buttar li un pc con la convinzione che studente e pc diventassero all’istante un tuttuno che opera in perfetta sinergia.
Tante volte mi è stato detto che il pc non va bene perché è troppo comodo, perché toglie la fatica, perché fa tutto lui.
Ora in questa situazione di scomodissima didattica a distanza, dove gli insegnanti fanno il doppio della fatica per spiegare la metà delle cose che insegnavano prima, appare chiaro che il computer non toglie la fatica, che imparare a usarlo non è una cosa immediata e che sicuramente doverlo usare non è una facilitazione.
Spero che questo concetto che oggi è così chiaro resti nella mente di tutti anche quando si tornerà a scuola.

un abbraccio
Jack