Archivi categoria: Didattica

Come conservare le mappe, tabelle e formulari

Per la mia esperienza ho trovato 3 modi per conservare gli elaborati:

1 –  CON I PORTALISTINI


2 –  RACCOGLITORI  AD ANELLI

raccoglitore2

 

 

 

 


alunno-dsaAlle scuole superiori ci sono 6 ore di lezione al giorno, possono esserci nello zaino 6 raccoglitori, per evitarli in quanto sono  pesanti ed ingombranti, 

Ho pensato questo sistema.

3 –  RACCOGLITORI FATTI IN CASA CON CARTONCINI BRISTOL  E  FERMA CAMPIONI


RACCOGLITORI PIU ‘ADATTI SECONDO L’ORDINE DELLA  SCUOLA FREQUENTATA

PER LA SCUOLA ELEMENTARE

Se ne può prendere uno un po’ grande e mettere mappe e formulari per tutte le materie, possibilmente divise con segna pagina adesivi colorati tipo post-it, post

o per fogli bristol coloratischede


PER LA SCUOLA MEDIA

Quando si passa alla SCUOLA MEDIA alle SUPERIORI è necessario separare le materie

Per le materie come storia, geografia, musica, arte si può fare un raccoglitore di schede per anno scolastico, ma per le materie come

  • matematica
  • geometria
  • inglese
  • la seconda lingua straniera

ogni anno bisognerà portarsi dietro qualcosa dell’anno precedente, essendo materie con argomenti strettamenti legati fra loro, quindi il raccoglitore diventerà sempre più grande…qualcosa dovrà essere tolto per forza, diventerebbe troppo pesante da potare in spalla…vedete voi cosa  togliere e cosa lasciare.

Qualcuno so che preferisce adottare il sistema delle elementari, cioè un unico raccoglitore per tutte le materie, poi man mano che si riempie si tolgono gli argomenti più vecchi.

La scelta dell’uno o dell’altro sistema dipende, oltre che dalla scelta individuale, anche dai vari professori,  cioè se durante le verifiche orali o scritte andranno a ripescare anche gli argomenti pù vecchi, o chiederanno i più recenti.


PER LA SCUOLA SUPERIORE

Come sopra….

La didattica a distanza ha dimostrato a tutti che il computer non fa tutto da solo

Giacomo Cutrera ha scritto questo post su facebook il giorno 11 giuno 2020.

 

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

In questi mesi quarantena molta gente mi ha chiesto cosa ne penso della didattica a distanza.
L’argomento è vasto e non basta un post di poche righe per dire tutto, ma voglio condividere alcune riflessioni.
La didattica a distanza ha due grossi problemi :la didattica e la distanza.
Il primo problema sta nel fatto che la didattica è molto soggettiva e ogni docente ha la sua idea rispetto a come dovrebe essere.
Questa idea può essere più o meno inclusiva, più o meno tecnologica e più o meno funzionale.
La distanza è un amplificatore che mette a nudo tutte le fragilità dello stile di insegnamento di ogni insegnante.
Chi era già abituato a registrare le spiegazioni e fornirle come materiale di studio indubbiamente si è sentito meno spaesato, ma la stragrande maggioranza dei docenti invece ha dovuto approcciarsi per forza di cose a uno strumento “nuovo” con il quale non avevano mai avuto un buon rapporto: il computer.
Ho ascoltato tanti racconti da parte di insegnanti che hanno gli stili di insegnamento più disparati e c’è un’unica cosa sulla quale erano tutti d’accordo: la fatica.
Buttare li un pc e pretendere che una persona lo sappia immediatamente adoperare per fini didattici è assurdo e finalmente siamo tutti concordi nel dirlo.
Per anni i ragazzi dislessici, che necessitavano di un computer per utizzare la sintesi vocale, si sono visti buttar li un pc con la convinzione che studente e pc diventassero all’istante un tuttuno che opera in perfetta sinergia.
Tante volte mi è stato detto che il pc non va bene perché è troppo comodo, perché toglie la fatica, perché fa tutto lui.
Ora in questa situazione di scomodissima didattica a distanza, dove gli insegnanti fanno il doppio della fatica per spiegare la metà delle cose che insegnavano prima, appare chiaro che il computer non toglie la fatica, che imparare a usarlo non è una cosa immediata e che sicuramente doverlo usare non è una facilitazione.
Spero che questo concetto che oggi è così chiaro resti nella mente di tutti anche quando si tornerà a scuola.

un abbraccio
Jack

Cosa significa programmare una verifica (scritta o orale)

VERIFICHE  PROGRAMMATE (SCRITTE  O  ORALI)

 
La legge 170  e la legge 104 prevedeno come elemento compensativo che le interrogazioni vengano programmate.
 
Per molti Insegnanti questo vuol dire: “il giorno tale ti interrogo” (le verifiche scritte hanno un giorno definito per tutta la classe) ma non è proprio così,  significa innanzitutto dedicare 3 minuti all’alunno, controllando  che nel giorno prescelto non ci siano altre interrogazioni o verifiche , dire all’alunno gli argomenti oggetto dell’interrogazione e controllare che scriva esattamente tutto sul diario e al giorno giusto.
 

Quando un insegnante fa questo dimostra:

  • interesse nel voler mettere l’alunno nelle condizioni ottimali per svolgere la verifica, 
  • di conoscere la normativa  e di rispettarla
 
Ricordiamoci che un ragazzo con i DSA o una qualsiasi disabilità, hanno bisogno di molto piu tempo di un normodotato (la normalità qual é?) per prepararsi ad una verifica.
 
E’ bene ricordare 2 cose fondamentali:
  • il DIARIO per un ragazzo con i DSA o una disabilità, è spesso uno strumento difficilissimo da usare
  • verifiche a SORPRESA sono assolutamente illegittime e contestabili