La Figura dell’educatore sociale: chi è e a che cosa serve

1. L’Educatore Sociale non è:

• un insegnante di scuola materna, elementare o media;
• un insegnante di sostegno;
• un assistente sociale;
• un operatore sociale volontario.

2. Chi è l’Educatore Sociale?

L’Educatore Sociale è un operatore educativo che ha conoscenze e competenze specifiche nel campo dell’educazione e della formazione, con particolare riferimento alle situazioni problematiche ( handicap, devianza, marginalità … ).
Infatti, si occupa dell’intervento psicopedagogico a favore dei soggetti a rischio, che realizza attraverso progetti educativi effettuabili nelle più diverse sedi.
Ma il suo ambito lavorativo non è circoscritto alle situazioni problematiche: la sua professionalità può essere investita in progetti educativi e formativi volti alla prima infanzia, all’adolescenza, all’età adulta…

3. Dove lavora?

L’Educatore Sociale esercita la sua professione :

• nelle strutture educative pre-scolastiche ( asili-nido );
• nelle strutture educative scolastiche ( scuole materne ed elementari );
• nelle strutture educative extra-scolastiche ( ludoteche, centri ricreativi e socio-educativi… );
• nelle case-famiglia per minori;
• nelle comunità familiari per diversamente abili, per tossicodipendenti, per donne in difficoltà;
• nelle carceri minorili.

Inoltre:

• nei servizi culturali ( biblioteche, circoli culturali )
• nelle imprese e nelle Pubbliche Amministrazioni…

4. Qual è il suo ruolo?

L’Educatore Sociale ha il compito di accompagnare nel processo di crescita gli utenti dei progetti che a lui vengono affidati, con le conoscenze e competenze che caratterizzano la sua professionalità.
Gli obiettivi del suo lavoro non possono essere trattati genericamente, perché variano secondo il settore considerato, nonché in situazione. Ad esempio:
• nelle strutture educative pre-scolastiche ( asili-nido ), l’Educatore si occupa dei bambini molto piccoli ( di età compresa fra 0 e 3 anni ). Effettuata una ricognizione della situazione di partenza, stila un progetto educativo che definisce nei metodi e negli obiettivi. Gli obiettivi di un progetto educativo diretto a bambini così piccoli, in linea generale, riguardano lo sviluppo psico-motorio, linguistico, socio-relazionale ( o affettivo ), e naturalmente cognitivo. In relazione ad essi, l’Educatore si attiva predisponendo metodi e strumenti adeguati alla concreta realtà educativa;
• nelle strutture educative scolastiche ( scuole materne ed elementari ), l’Educatore non è un insegnante curriculare, ma realizza progetti specifici, come possono essere, ad esempio, i laboratori teatrali;
• anche nelle strutture educative extra-scolastiche realizza progetti specifici, che rispondono ad esigenze sociali e territoriali: ad esempio, laboratori artigianali per sottrarre alla strada i minori a rischio;
• nelle case-famiglia per minori, l’Educatore accompagna nel processo di crescita i minori abbandonati o temporaneamente allontanati dalla famiglia, che necessitano di interventi educativi individualizzati: per esempio, stila e realizza un progetto psicopedagogico specifico rivolto ad un minore abusato.

Naturalmente, descrivere in poche righe il ruolo dell’Educatore non può che impoverirne il profilo professionale, che è estremamente complesso, e che puntualmente viene svalutato a livello istituzionale e sociale.
Il settore dell’educazione e della formazione è di fatti così ampio e copre un raggio di azione tale, che rende l’Educatore quasi onnipresente: egli collabora con enti pubblici e privati, ed ha familiarità con i più disparati interventi.

Quadeni “Speciali” QUIREBOOK

Quante volte noi mamme, abbiamo rimpianto i “nostri” vecchi quaderni, dove dietro trovavamo tavole pitagoriche, formule geometriche e quant’altro….

Qualcuno ha pensato che “PRIMA ERA MEGLIO” ma non solo ha aggiunto molto altro…

La GRAFICHE LOGOS MILANO ha creato quaderni speciali,  i QUIREBOOK.

Ci sono una serie di  pagine che sono un concentrato dei vari argomenti dei libri di testo che abitualmente usano i ragazzi, quindi valutate bene se possono essere utili al vostro ragazzo o meno.

ECCO ALCUNI ESEMPI

Si possono acquistare al supermercato, in questo modo raggiungibili da tutti i ragazzi, e non soli da quelli con “particolari esigenze” , in questo modo fra i vari alunni non ci saranno differenze; per ora sono acquistabili presso le IPERCOOP ma speriamo che presto siano disponibili in tutti i punti vendita comprese le cartolerie.

SONO DIVERSI PER:

LA FORMA E IL CONTENUTO

I normali quaderni che si trovano sul mercato sono sostanzialmente tutti uguali, l’unica differenza sta nella forma della copertina intesa come aspetto, figura, basta aprirli e diventano tutti anonimi.

PER IL CONTENUTO

Pratico strumento al servizio dello studente, che per i colori che permettono di identificare subito la materia, aiutando a mantenere ordine, oltre ad appagare l’occhio.

Negli altri quaderni si è costretti a tenere un ampio assortimento per le diverse rigature, che sono 9, con e senza margini.

In questi invece, è stato lasciato per l’italiano un rigo, per matematica i quadretti da 4 mm, mentre per tutte le altre materie è stato inserito una rigatura di 1 cm, con sotto una leggera quadrettatura che permette di utilizzare il quaderno nella modalità preferita, righe o quadretti.

I margini sono solo nella versione per le elementari.

Inoltre ci sono regole, tabelle, riassunti e molto altro…da provare!

“Quirebook sono normali quaderni per tutti, a righe e a quadretti, e con una rigatura mista con i quadretti meno in evidenza utili sia per la scrittura sia per la numerazione; ma a differenza degli altri offrono in più  la sintesi e gli schemi della materia a cui sono dedicati. Sono molto comodi  per chi deve ripassare. Per queste sintesi è stata utilizzata una font più visibile, quindi più leggibile, appositamente studiata per semplificare la lettura. Utile anche ai ragazzi con DSA. Il quaderno oltre a svolgere la normale funzione è anche un comodo sussidio didattico. Sono stampati in offset per la migliore qualità possibile, su carta FABRIANO da 80 gr/m² di pura cellulosa FSC, hanno la copertina plastificata e 3 punti metallici.
Perchè acquistare un “panino” vuoto  quando allo stesso costo me lo offrono farcito?”

Fonte: Grafiche Logos

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Che cos’è il Quoziente di Intelligenza che troviamo nella diagnosi dei nostri figli

Il QI è un punteggio: e questo punteggio NON è il bambino.
Tale punteggio si calcola con test che variano a seconda l’età, il linguaggio o il livello di approfondimento necessario.

Le abilità variano da test a test, in quanto vi sono più definizioni di “intelligenza”: vi è quella fluida, cristallizzata, adattamento, generale, memoria di lavoro, etc.

Il problema è che oggi, purtroppo, i punteggi dei test di intelligenza sono trattati come punteggi sia assoluti che corretti.

Ovviamente non è così:
a) non sono punteggi assoluti in quanto aspetti emotivi, sociali e relazionli possono influire negativamente sulla prova, come anche le condizioni di stress del bambino stesso.
b) non sono poi così corretti: ogni test ha quello che si definisce ESM: errore stantard di misura. Esempio, nella scala più famosa, in cui la media è 100, il manuale ufficiale riporta un ESM di circa 5 punti. Dunque se un bambino ha preso 90 di QI, realmente dovrebbe oscillare tra 85-95.

Dunque, di fianco di ogni punteggio di QI dovrebbe essere prevista una nota a cura dell’operatore che indichi quanto, quel punteggio, sulla base anche dei parametri precendi, sia attendibile.
In conclusione, il QI NON è il bambino. ma è un punteggio grossolano sucettibile di notevoli variabili individuali.